Il mio Bordeaux, gli anni ‘60

di Vinogodi 12/03/20
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Chateau Haut Brion

La ben nota longevità dei vini di Bordeaux ci permette oggi di assaggiare vendemmie degli anni ’60 straordinariamente espressive e di eleganza impressionante.

Perché i vini di Bordeaux invecchiano così a lungo sempre migliorando e la loro parabola evolutiva è lunghissima? Rimane uno dei misteri in generale, non solo di Bordeaux. Senza andare a scomodare il “3-methyl-2,4-nonadiene”, recente e noto indicatore previsionale della longevità di un vino, senz’altro sono numerosi i fattori che ne determinano la capacità di invecchiamento, quali grado alcoolico, acidità, quantità di polifenoli e, soprattutto, l’equilibrio di questi componenti.

Anche questo decennio, abbastanza snobbato dalla critica, sta dando straordinarie soddisfazioni all’assaggio, anche recentissimo. I vini, che all’uscita erano in parecchie annate del decennio solitamente provvisti di rudezze non proiettabili positivamente ad un futuro roseo, si stanno rivelando di magnifica complessità e finezza. Sorprendono, come al solito, colori ancora densi, granato carico, mai decisamente aranciate o decadenti, mai spogli oppure eccessivamente evoluti.

Certo, la conservazione è stata determinante (bottiglie mai mosse dopo l’acquisto, conservazione in cantina interrata termocondizionata a 12-14°C costanti tutto l’anno e umidità fra 70 e 80%, lontano da direttrici di traffico e da luci dirette per evitare foto ossidazioni indesiderate), però questi vini hanno dimostrato, ancora una volta, la straordinaria capacità evolutiva nel tempo.

Gli anni Sessanta a Bordeaux, pur non essendo inserite fra le top annate negli annali (salvo la stratosferica 1961, fra le annate del secolo), hanno dato vini, oggi, straordinariamente espressivi e di eleganza impressionante. Vini ormai da asta, così come le loro quotazioni.

Pauillac Premier Cru Classé 1968 Château Latour

96/100 - € 700 

Ecco il primo esempio di annata non celebrata ma che alla prova del bicchiere ha stupito. Colore granato carico, deciso. Il naso è ricco di sensazioni rotonde di sottobosco, resine, tabacco trinciato, nespole. La bocca è amplissima, elegante, setosa e avvolgente. Vino da bere a secchiate.


Pauillac Premier Cru Classé 1967 Château  Lafite Rothschild 

94/100 - € 800 

Rosso rubino con tendenza granata decisa, compatto. L’olfatto è compresso inizialmente, poi si distende magnifico su note di erbe aromatiche, rabarbaro, liquirizia dolce e grafite. La bocca è quasi rotonda per morbidezze ammalianti, sprigionando al contempo grande energia e aristocratica stoffa.


Saint Emilion Premier Cru Classé 1966 Château  Cheval Blanc 

95/100 - € 800 

Perfetta terziarizzazione per questo piccolo gioiello, che si presenta con colore granato carico con belle trasparenze e ancora residua luminosità. I profumi sono decisamente “animali”, di pellame e cuoio conciato, con ricchezza di speziatura, pepe in grani e macis di contorno. La bocca avida per rotondità e trama tannica risolta, felice connubio fra eleganza e aristocratica saldezza di stoffa.

Pauillac 1964 Château  Mouton Baron Philippe 

90/100 - € 100 

Solo per riaffermare quanto già detto: anche i vini di Bordeaux di classificazione relativamente bassa hanno sorprendente capacità di invecchiamento. È rosso abbastanza chiaro e trasparentissimo, con decise note aranciate ai bordi. I profumi sono tenui ma ben definiti, la nota di radice e china è prevalente, cosi come quella del cacao amaro. La bocca ben sostenuta da buona acidità è sottile ma tesa, quasi impalpabile, di splendida delicatezza.

Margaux Premier Cru Classé 1964 Château  Margaux 

96/100 - € 650 

Bellissima veste granato intenso con ancora qualche riflesso cremisi. I profumi sono inebrianti, non di grandissima intensità, ma molto complessi e variegati, spaziando da fiori secchi a terra bagnata, da corteccia di pino a speziatura fine (noce moscata). Stupendo l’ingresso in bocca per setosa consistenza, eleganza e aristocratica struttura. Vino da meditazione.

Pessac Leognan Premier Cru Classé 1964 Château Haut Brion 

96/100 - € 550 

Il colore è ancora rosso con solo qualche riflesso granata, nessun cedimento aranciato. Impressiona la varietà di tabacco all’ingresso al naso, sia da pipa sia di sigaretta. Col tempo la fase balsamica diviene predominante, con accenno soffuso di cacao e liquirizia, in un ventaglio di grande intensità. La bocca è straordinaria per compattezza e fattura, avvolgente e saturante. 

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