Fumetto ’08, livello superato

di Sissi Baratella 09/11/21
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Secondo Marco Valpolicella

Si è ufficialmente alzato il sipario sull’Amarone della Valpolicella Classico Riserva Fumetto ‘08 di Secondo Marco, di estrema concentrazione ed eleganza. 

Se fare il vino fosse un videogioco a questo punto apparirebbe la scritta “Complimenti! livello completato”. Invece è la realtà e l’azienda in questione si trova a Fumane, zona classica, nata proprio nel 2008 da una visione, ben chiara, di Marco Speri. Fumetto ’08 è la conferma che un Amarone dal lungo affinamento in botte, di estreme concentrazione e eleganza si può fare. Un vino non da tutti i produttori e non per tutti i consumatori, per definizione esclusivo. Ma anche questo è la Valpolicella...

3000 bottiglie, 200 euro l’una prezzo al pubblico, parte del prestigioso portfolio di distribuzione di Sagna. Da corvina, corvinone e rondinella. Riposa 84 mesi in rovere di Slavonia e circa un anno in cemento prima di entrare in una bottiglia dalla forma affusolata e slanciata, proprio come il passaggio in bocca del vino che contiene, e dall’etichetta unica. Un fumetto, per l’appunto, in bianco e nero con un tocco di colore “rosso CocaCola” (tranquilli, sto solo citando Orietta Berti e il suo tormentone dell’estate passata) che racconta i fatti salienti di quell’anno. Da Barack Obama che diventa il 44° presidente USA, al crack economico, alle olimpiadi in Cina. Tra i fatti accaduti e raccontati anche la fondazione di Secondo Marco, l’azienda che Marco Speri ha fortemente voluto e costruito a sua immagine o, se preferite, “secondo lui”.

C’è da premettere che quando si parla di Valpolicella (e non solo…), se stai bevendo Speri, stai bevendo bene e tendenzialmente sopra la media. L’iniziativa di Marco Speri di separarsi dall’originario nucleo famigliare nasce dall’esigenza di spingersi oltre a ciò che era, dando forma e nome a una personale visione di fare uva e vino in Valpolicella. Secondo Marco (in senso letterale questa volta) tutto parte dalla vigna… l’azienda oggi è ufficialmente biologica e confrontandosi con Speri si capisce che non potrebbe essere altrimenti. Una scelta sostenibile, ambientale e salutistica prima di tutto. Forse comparirà anche in etichetta come dicitura un domani, forse no, ciò che importa è che il percorso agronomico è iniziato tanto tempo fa e non è stato mai abbandonato.

Non senza sforzo iniziale, non senza la titubanza del padre (la cui immagine con le mani nei capelli è iconica), non senza aver percorso mentalmente tutta una serie di “mal che vada…” immaginandosi tutte le peggiori cose che sarebbero potute succedere se il piano non avesse funzionato ed enumerandone possibili soluzioni. Non senza aver fatto prima di tutto una scommessa con se stesso e poi con gli altri, Marco Speri ha realizzato la sua visione e oggi può aggiungere anche di essersi spinto con successo là dove pochi hanno osato andare. Quello che stupisce e colpisce di questo nuovo Amarone Classico Riserva è la sua straordinaria freschezza anche dopo tredici anni dalla vendemmia. Un grande vino, che prima non c’era, che trova la sua unicità nell’armonia tra potenza e eleganza, tra uve diverse, tecniche diverse e materiali diversi che diventano un unicum totalizzante. 

Un’impresa la sua che, a mio avviso, dovrebbe essere sostenuta da tutti i diversi attori del territorio. Perché, se è vero che fare una riserva del genere è impegnativo e non per tutti fattibile, è vero anche che porta valore a tutta la denominazione. La mia impressione è che invece nel veronese spesso quando qualcuno si permette di conferire maggior valore a un progetto venga prima di tutto guardato con sospetto e ci si senta in dovere di spaccare il capello in quattro per “trovare l’errore”… se vi rivedete in questa descrizione vi risparmio la fatica, l’errore non c’è, il vino funziona e peccato solo che ce sia poco. Rilassiamoci dunque, perché sul vino non c’è proprio nulla da obiettare e per quanto riguarda l’etichetta “parlante” è vincente pure quella. Unica e in grado di raccontare una storia fatta di successi e di difficoltà, il tutto affrontato a testa alta, al massimo qualche volta con le mani tra i capelli. Perché in fin dei conti è proprio questo che siamo cercando. 

Questa Riserva si è fatta attendere ma è arrivata al momento giusto, ora che come non mai prima di essere assetati di vino, siamo assetati di storie di successo e speranza. Quella speranza che nonostante la fatica e le difficoltà ci spinge ad andare avanti, a vedere il lato positivo e soprattutto a non mollare mai continuando a sognare. 

Livello Amarone della Valpolicella Classico Riserva Fumetto ’08: completato! Ora aspettiamo con ansia la 2011, nella quale spero tanto compaia il Royal Wedding di William&Kate. Ma è solo il velato suggerimento di un’inguaribile romantica. A seguire degustazione Riserva Fumetto ’08 e Valpolicella Classico 2016 Magnum, assaggiato in occasione della presentazione della riserva e meritevole di menzione. 

Amarone della Valpolicella Classico Riserva Fumetto ’08 2008

98 - € 200,00

Da uve corvina 55%, corvinone 35%, rondinella appassite. Matura per 84 mesi in botti di rovere di Slavonia da 50 hl e 12 mesi in cemento. 

Rubino scarico brillante dal bordo granato. Denso nel calice si muove leggiadro. Al naso si propone floreale con richiamo netto alla rosa canina. Cremoso e pepato. Entra morbido, caldo, accogliente con una punta di dolcezza. Poi balsamico, chiude agrumato. Vivace la scorza di arancia rossa, a tratti candita, con cioccolato fondente. Una sfida vinta. 

Valpolicella Classico 2016 (Bottiglia Magnum)

94 - € 40,00 (€ 15,00 la bottiglia da 0,750)

Da uve corvina 70%, corvinone 15% e rondinella. Matura 6 mesi in vasca di cemento e botte da 50 hl.

Straordinariamente in forma, si presenta rubino ancora vivace. Al naso inconfondibile rosa canina tra profumi dolci, floreali e speziati. In bocca entra fresco, agile a centro palato fino alla fine. Ricorda un infuso di ibisco, spremuta di melograno. Finale elegantemente tannico e pepato. Lungo e spavaldo ha il coraggio di essere ancora floreale. 

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