Coda di volpe e Pallagrello bianco, due insoliti campani

di Redazione 28/06/22
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Coda di Volpe

Due antiche varietà, inizialmente confuse come unica, offrono sfumature diverse tutte da scoprire.

Il Coda di Volpe è un'antica varietà della Campania il cui nome deriva dal fatto che la piega apicale del grappolo, piuttosto ricurva, a qualcuno fa venire in mente la coda di una volpe. Se ne producevano due tipologie, entrambe in provincia di Benevento: la prima nella zona del Sannio e la seconda nel Taburno. Nel Sannio il Coda di Volpe è il vitigno più importante per un vino fermo, secco, che viene anche prodotto nella versione spumante dolce e come vino da dessert da grappoli leggermente appassiti. Il Coda di Volpe del Taburno è un vino secco e fermo, fatto con almeno l'85% del vitigno omonimo, o vinificato come spumante di buona beva, a volte con l’aggiunta di Falanghina. Negli ultimi anni questo vitigno ha conosciuto un crescente successo anche in Irpinia grazie a vini secchi dalla decisa acidità e dalla struttura nervosa e piacevolmente rustica. È coltivato anche sui pendii del Vesuvio e nei Campi Flegrei. 

Il Pallagrello bianco è stato a lungo confuso con il Coda di Volpe (ma già nel 1876 Froio li distingueva fra loro), per via dell'abitudine un tempo frequente a chiamare uve diverse con nomi simili. Poco diffuso, è stato riscoperto di recente ed è stato certificato come uva autoctona a sé stante. Soprattutto diffusa nel casertano, presenta un grappolo cilindrico, piccolo, acino verde-giallo arrotondato, molto vigoroso e di abbondante produzione. 

Vi presentiamo oggi il Coda di Volpe di Fontanavecchia e il Pallagrello Bianco Verginiano de Il Verro.

L’azienda Fontanavecchia si trova a Torrecuso, a ovest di Benevento. Libero Rillo, titolare di questa cantina, è uno dei “papà” della Falanghina del Sannio, un vino che lui sente molto e che spesso riesce a realizzare con grande efficacia, accanto ad alcune versioni di Aglianico del Taburno Riserva. Il Coda di Volpe è il suo vino quotidiano.

Il Verro è una minuscola cantina nei pressi di Pontelatone, patria del Casavecchia, vitigno antico ma di recente riscoperta. Siamo a nord di Caserta, non distanti dalle Colline Caiatine, e proprio qui Cesare Avenia ha deciso di produrre i suoi vini utilizzando uve desuete, quasi scomparse, come Casavecchia, Pallagrello nero e persino la rarissima Coda di pecora, che produce praticamente solo lui. 
 

Sannio Coda di Volpe 2020 Fontanavecchia

91/100 - € 12,00 

100% Coda di volpe. Acciaio. Giallo paglierino e profumi di salvia, agrumi gialli e pesca bianca. Sapore teso, agile e salino. Chiude lungo e persistente.

 

 

Terre del Volturno Pallagrello Bianco Verginiano 2020 Il Verro

91/100 - € 15,00 

100% Pallagrello bianco. Acciaio. Giallo paglierino luminoso. Profumi di pesca bianca, susina, erbe di montagna, banana e accenno di foglia di pomodoro. Sapore fresco, scattante e di buona struttura. Finale lungo e salino. 

 

 

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