Romagna, quale futuro?

di Riccardo Viscardi 28/03/18
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Romagna Vini ad Arte 2018

L'anteprima Vini ad Arte 2018 ha confermato che il Sangiovese di Romagna si caratterizza per la buona qualità media proposta a un prezzo molto interessante, con un’identità precisa dovuta alla  freschezza, la salinità, il frutto spiccato. 

Nel titolo avete la sintesi dei due interessanti convegni che hanno illuminato la nuova edizione dell’anteprima dei vini romagnoli, Vini ad Arte, che si è svolta a Faenza nel mese di febbraio. Tralascio il primo convegno sui mercati esteri indirizzato principalmente ai produttori e al quale non ero presente, mentre dal secondo sono emersi spunti interessanti, in virtù della grande esperienza dei relatori chiamati. In "cattedra", a rispondere alle domande del direttore del Consorzio Vini di Romagna Filiberto Mazzanti, avevamo tre autorevoli enologi che hanno lavorato sia in Toscana che in Romagna: Vittorio Fiore, ora anche proprietario di una tenuta in Romagna, Maurizio Castelli e Franco Bernabei.

Tra le interessanti argomentazioni, la cosa che è emersa con più prepotenza riguardo al Sangiovese di Romagna è la buona qualità media proposta a un prezzo molto interessante, con caratteristiche identitarie che sono da ricercare nella freschezza, la salinità, il frutto spiccato. Il suggerimento ai produttorie è stato quello di fare squadra, affrontando tutti insieme i mercati esteri, ma portando alle iniziative internazionali soltanto i prodotti migliori onde creare un maggiore interesse verso la denominazione e dare una visione estremamente positiva anche delle potenzialità di invecchiamento che hanno questi vini. (Parole sante, che purtroppo arrivano con un anno di ritardo e non hanno potuto impedire la disastrosa degustazione retrospettiva della scorsa edizione, che ha alienato qualche presenza straniera).

Altro momento di estremo interesse è stato l’intervento di Francesco Bordini, già “salvatore del Sangiovese di Romagna” nella passata edizione, durante la ormai tristemente nota retrospettiva. Un intervento territoriale e zonale con una proposta forte: entrare nella fase 2 delle menzioni comunali, con un ripensamento delle stesse in funzione dei terreni e della loro presenza nei vari comuni. A sostegno di questa giusta tesi c’è un approfondito lavoro sul territorio con varie aziende e uno studio geologico importante. La rivoluzione sarebbe questa: non più solo la suddivisione per comune che praticamente ricorda i denti di un pettine attaccati alla via Emilia, ma una serie di terreni più o meno paralleli alla consolare e trasversali ai comuni in funzione principalmente della composizione geologica. Insomma rimettere un po’ un ordine naturale nelle cose senza forzature politiche. Inoltre in questo modo la leggibilità dei vini sarebbe molto più intuitiva.

Personalmente ritengo che per la Romagna si possa auspicare un doppio binario, il primo dedicato al sangiovese e all'albana, vitigno dalle molteplici possibilità di vinificazione; e poi almeno sul mercato interno spingere verso il recupero di un paio di vitigni che ritengo interessanti e con grande possibilità di sviluppo come il centesimino e il pignoletto, entrambi - se ben fatti - con un corredo olfattivo fuori dal comune.

Le degustazioni, sebbene molto anticipate, ci hanno svelato le enormi potenzialità dell’annata 2015 sul Sangioveseche necessita solo di un po’ di bottiglia per esprimersi al meglio con caratteristiche di bevibilità e complessità notevoli e dalla sicura capacità di invecchiamento, anche l’annata 2016 dimostra tutta la sua fragranza con prodotti da sangiovese estremamente affascinanti. L’Albana 2016 è ottima adesso e lo sarà per molto ancora mentre per le Albana 2017 la degustazione era troppo vicina all’imbottigliamento ed alcune erano ancora campioni da botte, quindi meglio aspettare.

Per concludere un plauso all'ottima organizzazione, come sempre molto bella la sala di degustazione allestita nei sotterranei luminosissimi e perfetti del Museo delle Ceramiche, con un puntuale e rapido servizio a cura dei sommelier locali. A seguire, quattro vini che ci hanno colpito

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