La Révélation di Lancelot-Pienne

di Chiara Giovoni 05/02/16
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La Révélation di Lancelot-Pienne

Siamo a Cramant, in un punto dove la strada porta a una vista quasi panoramica sui vigneti della Côte des Blancs. È qui che si trova la cantina di Gilles Lancelot, un Récoltant Manipulant che ha raccolto l’eredità dei suoi avi, che fin dall’inizio del 900 iniziarono a coltivare i propri vigneti. Una tradizione iniziata da Jean-Baptiste Lancelot che pure era capo enologo al pressoir di Cramant della Maison Mumm Cramant. Il figlio Jean, anch’egli al servizio di altre Maison, dopo la Seconda Guerra Mondiale iniziò ad elaborare gli champagne con le proprie uve, e a commercializzare le prime bottiglie. Il nome Lancelot-Pienne fu però creato nel 1967, quando suo figlio Albert, che aveva seguito le orma del padre per portare avanti la tradizione vinicola di famiglia, sposa Brigitte Pienne, anche lei champenoise, cresciuta in una famiglia di vigneron. Unendo i vigneti delle due famiglie il marchio raggiunse la sua indipendenza nell’approvvigionamento di uve, con un vigneto complessivo di 8,3 ettari principalmente costituito da chardonnay e pinot meunier, con un piccolo contributo di pinot noir, frammentato in tante piccole parcelle tra la Côte des Blancs e la Vallée de la Marne.

Dal 1995 Gilles Lancelot guida con passione l’azienda di famiglia. Una formazione da enologo, un radicato senso della tradizione e dieci anni di affiancamento al padre Albert, assicurano agli champagne Lancelot-Pienne  uno stile rigoroso, a partire dalla lenta pressatura e dallo svolgimento della fermentazione malolattica con una maturazione sui lieviti di almeno 30 mesi.

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