Bruno Paillard e N.P.U. 2004

di Chiara Giovoni 24/12/19
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champagne bruno paillard npu 2004

L’annata 2004 mostra un equilibrio che le precedenti edizioni, pur figlie di annate uniche, non avevano espresso con questa armonia.  

Quando si parla degli champagne della Maison Bruno Paillard si fa riferimento a una precisa cifra stilistica e questo per un produttore che non ha alle spalle una tradizione familiare di molteplici generazioni di elaborazione, ma ha iniziato meno di 40 anni fa a creare le proprie cuvée è un risultato decisamente unico.  Oggi è importante affiancare al nome di Bruno Paillard quello di sua figlia Alice, che da sempre lo segue nello sviluppo del progetto enologico, che oltre alla Champagne annovera proprietà in Provenza allo Château des Sarrins. È sempre più affidato a lei il ruolo di ambasciatore della “visione Paillard”, una filosofia il cui DNA ha saputo catturare l’attenzione di molti appassionati e in particolare di quei consumatori connoisseur che apprezzano vini nudi, dove la purezza e la tensione vengono privilegiate, e sono chiavi di volta della finezza austera che contraddistingue tutta la gamma. 

N.P.U. è la cuvée che sublima lo stile Paillard e Alice l’ha raccontato con grande approfondimento spiegando come le precise scelte di vinificazione parcellare dei 34 ettari, di cui 12 classificati Grand Cru, siano alla base della nascita di ogni champagne della Maison. N.P.U. sta per “nec plus ultra” ed è la rappresentazione sublimata del millesimo che lo origina, dove parti uguali di pinot noir e chardonnay da soli Grand Cru, con vinificazione in barrique non nuove per 10 mesi, maturazione di 12 anni sui lieviti e dosaggio extra brut a 3 gr/lt danno vita ad una cuvée che vuole essere apice di stile. 

Alice Paillard ha raccontato l’annata 2004 come un millesimo tranquillo e armonioso che si è svolto serenamente in tutte le fasi compresa la fresca vendemmia tardiva iniziata il 27 settembre per gli chardonnay e conclusasi 3 settimane dopo per i pinot noir. Durante l’estate successiva alla vendemmia, nel luglio del 2005, dopo 10 mesi di affinamento in barrique è stato fatto l’assemblaggio delle 26 botti selezionate che hanno dato vita a 7119 bottiglie e 310 magnum, degorgiate nel settembre 2017 e lasciate in cantina a riposare altri 2 anni. Il fatto che le regole di elaborazione siano sempre le stesse, spiega Alice Paillard, consente di vedere esattamente l’impatto delle annate, e il settimo millesimo di N.P.U. dopo 1990, 1995, 1996, 1999, 2002 e 2003 si rivela veramente un punto di svolta per questa cuvée de prestige: la 2004 mostra infatti un equilibrio che le precedenti edizioni, pur figlie di annate uniche, non avevano espresso con questa armonia, e si annuncia essere uno champagne decisamente straordinario. 

Champagne Bruno Paillard N.P.U. 2004  

96/100 – € 200

Uguale proporzione di chardonnay e pinot noir dai Grand Cru di Oger, le Mesnil sur Oger, Chouilly, Verzenay, Bouzy e Mailly, selezioni alla ricerca di un contributo luminoso all’assemblaggio. Dopo 10 mesi in legno di rovere (barrique usata da almeno 3 anni) e 12 anni sui lieviti prima del dégorgement a 3 g/l che è il dosaggio ideale per un lungo invecchiamento. 

Si presenta con un colore paglierino brillante dai riflessi dorati e un perlage fine e cremoso. Il profilo apre su note di mandarino e bergamotto, ananas grigliato e miele di acacia con uno sfondo di fiori bianchi a tessere la nuvola fascinosa delle finezze. Nell’evoluzione si scoprono note di ribes rosso, rabarbaro, scorza d’arancia e una sfumatura di frolla al burro. Il sorso è vivido e scattante con una salinità iodata a centro bocca e alternanza di agrume candito e note più profonde di pan speziato e sottobosco con una chiusura fresca e tesa, quasi puntuta dai tratti vinosi tipici di N.P.U. ma con un equilibrio deciso e avvincente.

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