Siwa, un’oasi di birra e speranza

di Alessandro Brizi 20/05/16
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Siwa, un’oasi di birra e speranza

Pausa Cafè, con una effe o due fa lo stesso, sembra il nome di un bar di periferia e probabilmente lo è. Tuttavia se andate a Torino, in Corso Vercelli 241, Pausa Café vuol dire speranza. Una speranza che prende forma e sostanza in una cooperativa sociale con un doppio obiettivo: favorire e sostenere quei processi di sviluppo economico e sociale equo e sostenibile nei territori del Sud del mondo e, allo stesso tempo, predispone percorsi di reinserimento lavorativo per i detenuti delle Case circondariali “Lorusso e Cotugno” di Torino e “Rodolfo Morandi” di Saluzzo. Dall’impegno in Guatemala, insieme alle comunità indigene produttrici di caffè, così come in Messico e in Costa Rica, al fianco delle cooperative locali che coltivano cacao, nascono diversi prodotti, tutti buoni, sani ed etici. Tra questi spicca l’offerta brassicola, elaborata nel laboratorio all’interno del succitato carcere di Saluzzo, che vede, per la produzione di una specifica etichetta, la collaborazione con Slow Food.


Stiamo parlando della Siwa, Saison fresca e speziata, realizzata utilizzando i datteri del Presidio dell’Oasi di Siwa, nell’Egitto nordoccidentale, a poco più di 50 chilometri dal “traballante” confine libico. Abitata sin dai tempi dei faraoni, l’oasi è famosa per il suo artigianato locale, perlopiù merletti, e per le sue colture a dir poco marginali. Gli ettari coltivati sono 5mila, divisi in “giardini” a loro volta ripartiti in unità più piccole chiamate hattia, ognuna delle quali è collegata a un pozzo per l’irrigazione. Tutto normale penserete, un’oasi perfetta; non proprio perché l’acqua è salmastra quindi buona solo per piante come olivi, menta, carcadè e palme da datteri delle varietà siwi, frehi e azzawi.

Tornando alla birra, questa è brassata con l’acqua che ha avuto in infusione per un’intera notte i datteri del Presidio. Successivamente si procede a una leggera luppolatura con tre diverse varietà e quindi all’alta fermentazione del malto d’orzo. Il risultato è una Saison in perfetto stile Dupont, brasserie belga di Tourpes considerata da molti il punto di riferimento nella produzione di questa tipologia. Leggera, secca ed elegante, la Siwa, con i suoi sentori esotici ci trasporta in un viaggio immaginifico e sensoriale che unisce mondi, prodotti e culture, così come è nell’intento della cooperativa che la produce.

Siwa non è quindi solo un’oasi di prodotti unici, ma anche un luogo di speranza per chi, a migliaia di chilometri di distanza, cerca di riabilitarsi al mondo. Uno spazio magico, oggi come in passato, giacché proprio a Siwa alcuni archeologi e studiosi ritengono siano state, alla fine, sepolte le spoglie di Alessandro il Grande, assiduo frequentatore dell’oasi che, ai suoi tempi, ospitava l’oracolo del dio Amon, profeta dei tanti successi del condottiero macedone.

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