Mondo Chablis (1)

di Vinogodi 08/12/16
1893 |
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Mondo Chablis (1)

Per molti anni, gli Chardonnay provenienti da questa zona sono stati considerati i migliori bianchi del mondo. Ancora oggi tanti appassionati del genere lo pensano. Considerata “Borgogna”, è area molto più a nord vicino a Parigi e con un sottosuolo (e clima) terribilmente simile allo Champagne, tanto che lo Chablis è stato avvicinato spesso al capolavoro di Reims, ma senza bolle. Qui le viti crescono su marne e calcari del Kimmeridgiano contenenti piccole ostriche fossili chiamati exogyra virgula. Queste rocce si sono formate durante il Giurassico superiore, circa 150 milioni di anni fa. Dalla storia enologica antichissima, risalente addirittura all’epoca romana, già all’inizio dell'XI secolo alcuni documenti storici narrano della grandezza dei vini bianchi di Chablis. Lo Chardonnay di Chablis rappresenta un unicum organolettico: tagliente, profumatissimo, floreale come pochi, la cui bevibilitàè mitica.


La classificazione è relativamente semplice, una specie di piramide dove ai vertici stanno i Grand Cru, seguiti dai Premier Cru, successivamente dagli Chablis e in ultimo, i Petit Chablis: richiama quella di Borgogna, permettendo di “mettere in fila” qualitativamente l’intera produzione. Dei circa 4300 Ettari vitati, più dell’80% è rappresentato dalle due classificazioni di base: Petit Chablis e Chablis. Quasi sempre le uve di queste due classificazioni sono rappresentate da uve coltivate nelle valli alluvionali, che danno vini più semplici e di facile beva. Il rimanente è classificato quasi interamente da Chablis 1er Cru, circa 40 appezzamenti, e solo una piccolissima percentuale classificata come Grands Cru, il vertice dell’eccellenza. Di questi ultimi, solo 7 piccoli appezzamenti (Climat) possono vantare l’onore di rappresentare un’eccellenza quasi assoluta dei vini bianchi mondiali.

Le bicchierate che descriveremo e che rappresentano più sessioni di bevute, sono solo un piccolo contributo alla grandezza di quest’area, che considero senza meno espressione di vini forse fra i più bevibili e piacevoli che l’intero mondo enologico possa annoverare.

Petit Chablis e Chablis 

Come già accennato, rappresentano oltre l’80 % della superficie vitata della denominazione Chablis e sono il “vino quotidiano” per eccellenza. Paradossalmente, lo Chablis - pur di classificazione superiore - rappresenta i ¾ di questa superficie. Fortuna vuole che, a parte le consuete spinte speculative per alcuni produttori ormai oggetto di culto ed introvabili, i prezzi siano ancora abbordabilissimi permettendo di godere appieno e con relativo sforzo economico la bevuta di questi vini.

I Petit Chablis sono vini di semplicità disarmante, estremamente beverini, di acidità spiccata e di profumi deliziosi. Di contro, nella denominazione Chablis si possono trovare per la maggior parte vini di ottima struttura, a seconda dell’interpretazione del produttore. Sta di fatto, che la tradizione e tecniche produttive vogliono lo Chardonnay di Chablis un vino “puro” di profumi, quasi ancestrale per caratteristiche e piacevolezza, dove l’affinamento è esclusivamente in acciaio e che le grandi escursioni termiche regalano profumi unici ed inebrianti, dovuti anche ai sottosuoli gessosi e ricchi di deposito marino, che occupavano l’area in ere geologiche passate. In poche parole: deliziosi.

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