Il trio delle meraviglie di Langa

di Vinogodi 29/01/19
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Vinogodi e il tris delle  meraviglie

Tributo all'annata 2010 dei tre "big": Barolo Riserva Cà D’Morissio di Giuseppe Mascarello, Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno e Barbaresco Riserva Crichët Pajé di Roagna.

Qualche anno fa facemmo il confronto fra i tre fuoriclasse di Langa (Barolo Riserva Cà’ D’Morissio di Giuseppe Mascarello, Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno e Barbaresco Riserva Crichët Pajé di Roagna I Paglieri) relativamente all’annata del 2006, eccezionale in Langa. Abbiamo ripetuto l’esperienza con l’altrettanto eccezionale vendemmia 2010, annata davvero di iperbole sensoriale.

Se Monfortino 2010 fu recensito nella Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2018, più recentemente Cà’D’Morissio in quella del 2019, Crichët Pajé è una anteprima che, dopo numerosi assaggi e riconferme, comparirà nella guida DoctorWine solo nell’edizione 2020.

Le abbiamo tutte riaperte con grande gioia perché questi vini sono vere e proprie esperienze raramente ripetibili. Idolatrati all’estero (dove va la maggior parte delle produzioni di questi tre fuoriclasse), hanno raggiunto quotazioni degne, meritatamente, delle grandi eccellenze internazionali.

Ritengo questi tre vini fra le grandi espressioni enologiche assolute, non solo in Italia. Li lega un fil rouge di straordinaria articolazione, di complessità con pochi eguali, di longevità ancora inesplorate (salvo per l’eccezione Monfortino, ormai lanciato su prospettive secolari: recenti assaggi delle prime annate, 1926 e 1937, hanno stupito per eleganza ed integrità).

L’assaggio è stato ripetuto anche il giorno dopo per valutarne l’evoluzione dopo ossigenazione adeguata.

Barbaresco Crichët Pajé 2010 Roagna

Vino incredibile e rarissimo, prodotto in meno di mezzo ettaro nello stupendo anfiteatro del Pajé in Barbaresco. Pochi filari nella zona più alta, meglio esposta, con drenaggio perfetto. Vitigni vecchi, cura maniacale della vite e vinificazione con macerazioni lunghe. Di proprietà da metà anni Cinquanta con primi esperimenti nel 1958, portati avanti da quell’incredibile vigneron di papà Roagna, la prima annata fu la 1978, che non ho mai avuto la fortuna di bere. Il mio primo assaggio fu l’annata 1979, di cui conservo ancora una… doppia magnum e mezzo (3,8 litri).

La 2010 è da poco imbottigliata, dopo oltre 7 anni di botte. Il giudizio terrà conto dell’affinamento non ancora ultimato, solo in giugno si avrà il giudizio definitivo con la stappatura “pro Guida Essenziale DoctorWine”…ma, caspiterina, già in questo stadio che bomba !

Rosso relativamente intenso, i profumi leggermente compressi da subito, poi si aprono con un ventaglio incredibile di note floreali; la tipica rosa macerata diventa complessa con balsamicità netta, quasi ridondanti sono le note speziate e di erbe officinali. In bocca ha grande massa e consistenza, decisamente ancora da equilibrarsi nei componenti ipertrofici, con trama tannica di rara fittezza. Vino ciclopico non tanto per l'estrazione, quanto per il violento incedere organolettico. Prospettiva eterna, purtroppo non riuscirò a goderne, pur nella mia giovine età, il vertice della parabola (fra almeno 40-50 anni).

(Il voto dato si riferisce a questo stadio di assaggio, ma penso che fra qualche mese di stabilizzazione raggiungerà vertici assoluti).

98++/100

€ 800

Barolo Monprivato Cà d’Morissio Riserva 2010 Giuseppe Mascarello

Vino epico per struttura, di enorme forza espressiva e complessità. Da uve nebbiolo di varietà michet al 100%, è frutto di un progetto iniziato nel lontano 1993 e che lo pone fra il gotha dell’enologia italiana e mondiale.

Rosso relativamente concentrato con note granate, splendidi i riflessi tenui e aggraziati... ma è solo per presentarsi in maniera “educata”. In realtà arriva alle narici ed esplode, sorprendente per intensità e articolazione. Il ventaglio è estremamente variegato e di stratificazione rara a trovarsi, la migliore annata,forse, della sua giovane storia. La gelatina di fragoline di bosco è impreziosita da un mosaico diversificato di fiori e spezie orientali, dove incensi e mentuccia si rincorrono. La bocca, decisamente austera e importante, non fa pesare la sua struttura imponente, elargendo tannini fitti ma setosi e persistenza infinita. È un piccolo capolavoro enologico che fa rimanere basiti per una lunghezza davvero impressionante.

99/100

€ 700

 

 

Barolo Monfortino Riserva 2010 Giacomo Conterno

Uno dei più grandi Monfortino della storia. Sarà il tempo (anche lunghissimo) a determinare il gradino del podio di questo leviatano nella sua storia quasi secolare.

È bello e di gentile aspetto all’impatto visivo, dove i suoi colori crepuscolari sembrano un manifesto al nebbiolo. I profumi incredibilmente intensi e variegati, di rose e glicine, di fragoline e lamponi, di sottobosco autunnale, di brughiera con balsamicità ammaliante. La bocca terribilmente austera, potente, impressionante per lunghezza e persistenza, con trama tannica fittissima seppur conciliante. Un fenomeno sensoriale.

100/100

€ 1200

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