Vino e Musica: torna Dave Holland, stavolta con Allegrini

di Redazione 20/01/22
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Vino e Musica Dave Holland e Allegrini
Per le grandi recensioni musicali di AFdigitale.it curate da Diego Scardocci abbiamo Another Land di Dave Holland che Daniele Cernilli ha abbinato all’Amarone della Valpolicella 2017 Allegrini. 


di Diego Scardocci (© AFdigitale.it)

Altro giro, altra corsa: di nuovo Dave Holland, di nuovo un trio (vedi qui). Questa volta però al posto del pianoforte troviamo una chitarra, strumento che costituisce un diverso approccio compositivo e che necessariamente caratterizza la proposta di questo power trio. Vediamo cosa ci propone il grande maestro in questo recentissimo lavoro.

Dave Holland, Another Land – Il disco

Chi di voi ha buona memoria e ha letto la recensione del precedente lavoro di questo valente musicista da noi recentemente pubblicata - non lo aveste fatto potete recuperare qui - e magari già conosce il nome e la fama che questo contrabbassista vanta nell’universo jazzistico internazionale, sa bene che tra le doti possedute, è certamente la versatilità che forse meglio ne rappresenta il tratto stilistico.

Come detto in apertura, il trio che questa volta ho il piacere di raccontarvi, vede coinvolto alla chitarra un musicista con il quale Holland ha già collaborato - Kevin Eubanks - lo stesso che nell’ottimo Extensions (ECM – 1988) e successivamente in Prism (DARE2 RECORDS – 2013) ha contribuito col suo suono, ora classico ora distorto e nervoso, all’assetto sonoro generale di queste opere, lavori dei quali prima o poi leggerete le recensioni, perché sapete che amiamo fornire consigli relativi a quanto di meglio sia possibile mettersi in casa relativamente a hardware ed, ovviamente, al necessario software.

Tornando a noi, o meglio al meraviglioso musicista oggetto di questa recensione, differentemente dal precedente lavoro da noi recentemente analizzato, ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso, un trio che non prevede prime donne ma soggetti che operano alla pari; in altre parole, il contributo individuale fa sì che di questo disco potrebbe esserne rivendicata la paternità da ognuno. Cosa significa? Semplicemente l’ulteriore sottolineatura della grandezza di Holland, ovvero del suo lasciar risplendere di luce propria i notevoli comprimari pur essendo lui la stella dello show.

E parlando di compagni di avventura è possibile affermare, senza tema di alcuna smentita, che il già nominato Eubanks è più in forma che mai mentre il notevolissimo Obed Calvaire, batterista di origine americana - nato a Miami, ha studiato presso la New World School of the Arts diplomandosi nel 2005 in batteria jazz presso la Manhattan School of Music - contribuisce con un costante, denso e robusto sostegno all’incessante flusso di note proveniente dagli altri due compagni di viaggio.

Composizioni derivate in egual misura dalla penna di Eubanks e Holland, tranne un pezzo scritto da Calvaire, sono alla base del disco.

Dave Holland, Another Land – Qualità sonora

Ascoltare un disco di Dave Holland - che sia un trio, un quartetto, un sestetto, insomma quello che volete - è davvero un’esperienza sonora che dovrebbero fare in molti, sia coloro che ben conoscono il suono dal vivo di un contrabbasso sia, soprattutto, coloro che invece non lo conoscono, avrebbero in tal modo l’opportunità di iniziare a comprendere come dovrebbe sempre essere registrato un simile strumento. In questo album poi, Holland suona anche il basso elettrico, altro strumento che talvolta non gode di quella necessaria attenzione che sempre dovrebbe essergli destinata.

Potenza, profondità e risonanza della cassa armonica, sono riprodotti con un realismo che ha davvero dell’incredibile. Mai come in questo caso, i possessori di diffusori di grandi dimensioni e in grado di scendere in frequenza godranno di una riproduzione immanente, enorme, in grado letteralmente di “spettinare” l’ascoltatore - e non sto esagerando - credetemi, fate attenzione al volume, il rischio di trovarsi i woofer in giro per casa è concreto. Chiaramente scherzo, ma dati corpo e potenza delle basse frequenze la sollecitazione sarà giocoforza notevole, di sicuro l'eventuale polvere che dovesse essersi accumulata nel tempo troverà modo di staccarsi dalla membrana.

Circa la chitarra, il connotato di base vellutato classico di Eubanks è molto correttamente rispettato, ed anche nei momenti più infuocati - e ce ne sono, per la gioia dei chitarristi - la sonorità rimane coesa e piacevole, timbricamente adeguata e mai acida, sebbene siano presenti impetuosi guizzi sonori.

La batteria, altresì, si presenta in concreto corposa e quasi tangibile, tanto è il realismo della riproduzione con pelli perfettamente identificabili, cordiera del rullante in giusta evidenza ma mai inopportuna. D’accordo che qui si entra nello specifico gusto dell’esecutore, ma riuscire a capire se il fusto del rullante sia in legno oppure in metallo e poterne ipotizzare altezza e accordatura significa solo una cosa: una presa del suono superba. Piatti caratterizzati da risonanza e decadimento semplicemente perfetti, metallici ma non certo nel senso deteriore del termine, anzi, un vero spettacolo. Ottima la spazialità in generale, gli strumenti sono facilmente individuabili e comodamente dislocati nello spazio, cosa che rende il fronte sonoro molto ampio.

In conclusione, parafrasandone il titolo ed alludendo alla caratura tecnica ed artistica stellare, quest'opera può a ragione definirsi di "un altro mondo".

Dave Holland, Another Land – Quale edizione scegliere

Il presente lavoro è edito da Edition Records ed è reperibile su CD o su vinile. Di quest'ultimo è disponibile la versione classica - ovvero il consueto doppio vinile da 180 grammi - oppure quella in edizione limitata, di colore giallo, di cui le prime 200 copie autografate dall'artista.

Il vino suggerito da Doctorwine.it

di Daniele Cernilli

Potenza, profondità, risonanza della cassa armonica, che in termini organolettici legati al vino potrebbe essere tradotto con persistenza gustativa, evocano un grande rosso di corpo. 

In questo caso opterei per un Amarone della Valpolicella, e in particolare per quello degli Allegrini dell'annata 2017. Deriva da uva corvina e corvinone per il 45% ciascuna, con saldi di oseleta e rondinella. Uve fatte appassire per alcuni mesi, come è normale per quelle che sono utilizzate per l'Amarone.

Dopo la pressatura e la fermentazione, che avvengono tra febbraio e marzo dell'anno successivo alla vendemmia, il vino è posto per un anno e mezzo a maturare in piccoli fusti di rovere francese. All'assaggio si presenta con un colore rubino granato intenso, profumi avvolgenti e sapore profondo, potente, persistente e caldo.

In enoteca a circa 50€, perfetto per accompagnare la musica di Dave Holland.

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