Un pranzo e una bottiglia indimenticabili

di Vignadelmar 26/11/19
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bicchiere di brunello di montalcino 1975 Fattoria dei barbi

Spaccato di vita personale con un pranzo a casa dei genitori di Daniele Cernilli.

Pochi giorni fa Daniele Cernilli e sua moglie Marina mi chiamano per invitare me e Irina, a pranzo a casa dei genitori di Daniele: “Sai, mio padre ha quasi 98 anni, mia madre 8 di meno, ma a parte qualche acciacco sono ancora molto in gamba. E poi mia madre cucina molto bene!”.

Ci accolgono due volti sorridenti ed accoglienti. La casa è luminosa, un piano alto in una bella e tersa giornata di ottobre. Alle pareti c'è appeso di tutto, quadri, oggetti vari e persino un vecchio paio di guantoni da pugile appartenuti al nonno materno di Daniele, il celeberrimo Erminio Spalla, primo italiano a diventare Campione Europeo dei pesi massimi. Anche molti dei quadri alle pareti sono dipinti da lui, così come ha creato le sculture di bronzo appoggiate sui mobili. Nonno Erminio fu veramente un personaggio incredibile: divenne anche cantante lirico e attore in 53 film. Lavorò con registi come Dino Risi e Vittorio de Sica che lo diresse in Miracolo a Milano.

Beh, che dite, c'erano o no le premesse per un grande pranzo?

Alfredo Cernilli, padre di Daniele, è stato un professore di Economia e poi anche commerciante di mobili. Amico d'infanzia di Marcello Mastroianni e di Università di Cesare Romiti. Subito ci mettiamo a parlare di politica e pur nelle diversità ci troviamo dalla stessa parte: io comunista, lui prima nel Partito d'Azione poi in quello Repubblicano. Non c'è niente da fare, siamo due persone del XX secolo, ancora pienamente immersi in quelle dinamiche, tutti presi a parlare della Seconda guerra mondiale e delle conseguenti difficoltà di una vita di stenti, compresa una Pasqua festeggiata con dei broccoli lessati, che già erano un lusso.

Io e Irina raccontiamo la nostra favola, ossia di esserci conosciuti a Montalcino, nella Fortezza, al tramonto di una bella giornata di primavera. Innamorati persi solo ad aver incrociato gli sguardi, senza nemmeno parlarci. Dopo pochi minuti era fatta. E loro come si erano conosciuti? A rispondermi è stata la signora Gioietta, madre di Daniele, che risoluta disse di essere stata la più bella della scuola. Alfredo era di otto anni più grande ed era il suo Professore di Economia. Lei si era fatta subito avanti e sei mesi dopo il diploma si fidanzarono. Sono al sessantaseiesimo anniversario di matrimonio! Visto che belle storie?

Per pranzo, questa splendida novantenne ci ha preparato delle tagliatelle al pomodoro leggero, dei porcini freschi a funghetto, dei fagiolini lessati, polpettone di carne con patate arrosto e una personale ricetta di trippa centopelli davvero straordinaria. Tutte cotture al dente, perfette, da fare invidia a tanti cuochi blasonati.

Noi avevamo portato il dolce, Daniele il bere. Tra le altre cose l'ultima bottiglia di Vintage Tunina 2014, vino che suo padre adora, e una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva 1975 della Fattoria dei Barbi. Ultima di 12 bottiglie che aveva avuto in regalo nel 1988, con Carlin Petrini, come vincitori del Premio Barbi Colombini, per aver dato alle stampe la prima edizione della Guida ai Vini d'Italia (1987). La cui prima copia uscita dalle rotative dà bella mostra di sé vicino agli altri cimeli di famiglia.

Tornato a casa chiedo lumi sull'annata 1975 a Stefano Cinelli Colombini, il quale mi conferma essere stata fra le migliori del secolo. Sotto ne trovate la scheda. Che ne dite? È stato un pranzo indimenticabile?

Brunello di Montalcino Riserva 1975 Fattoria dei Barbi

99/100 – Bottiglia fuori commercio

Bottiglia con il livello del vino appena un po' basso, comunque ben sopra il collo. Tappo che all'apertura si spezza ma che ha ben tenuto. Colore davvero tipico, con unghia aranciata ma non troppo. Alla partenza nettissime sensazioni di goudron che via via si dissolvono per lasciare spazio al frutto, alle spezie, a fiori scuri, forse violetta. Alla fine spuntano anche belle note balsamiche. In bocca è vivo, teso, fresco, con tannini tanto setosi quanto eleganti, il tutto per una lunga sfaccettata persistenza. Bottiglia davvero di incredibile bontà. 

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