Cambio di residenza per Cantina Bolzano

di Flavia Rendina 15/05/19
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Cantina Bolzano nuova cantina

Cantina Bolzano inaugura il nuovo polo enologico alle porte del capoluogo altoatesino e lo fa con una due giorni di eventi e degustazioni dedicati alla stampa e alle istituzioni locali

La prima pietra era stata posata nel 2015 e già alla fine dell’estate 2018 le prime uve entravano nella nuova cantina. Il tempo di terminare i lavori di vendemmia e vinificazione, darsi un’ultima sistematina e la nuova sede è finalmente pronta per il debutto in società, con il “primo ballo” inscenato il 5 aprile scorso, quando le porte della nuova struttura si sono aperte alla stampa, ai maggiori clienti e alle istituzioni locali, con una due giorni di eventi e degustazioni, tra cui l’interessante verticale del Lagrein Riserva Taber (che vedremo domani).

Un progetto imponente, ma che non intende impattare né sul paesaggio né sull’ambiente, grazie ai moderni principi di sostenibilità e funzionalità con i quali è stata progettata, che le sono valsi la prima certificazione CasaClimaWine® data a una cantina produttori. La zona è quella del quartiere San Maurizio, subito fuori dalla città di Bolzano: del resto, come raccontano il direttore generale Klaus Sparer e l’enologo Stephan Filippi, era diventato troppo complesso gestire le operazioni di vendemmia nella vecchia cantina, che sorgeva proprio al centro della cittadina, con conseguenti disturbi per la comunità. L’altro obiettivo era, inoltre, offrire una sede e finalmente un’immagine unica al nuovo “gruppo di lavoro”, nato dalla fusione, avvenuta nel 2001, tra la piccola cooperativa di Santa Maddalena e l’originale nucleo bolzanino di Cantina Bolzano, sorto a Gries nel 1908. Dagli inizi del nuovo millennio, infatti, la compagine aveva continuato a crescere, arrivando a contare oggi ben 220 soci, che operano su 340 ettari vitati, per una produzione complessiva di 3 milioni di bottiglie.

Continuando a dare i numeri, sono ben 16.000 i metri quadri totali del progetto, distribuiti su cinque livelli e ricadenti in uno spazio di due ettari, che esaudiscono le necessità di crescita, invero più qualitativa che quantitativa, auspicate dalla proprietà. «Avendo l’opportunità di costruire da zero – racconta l’enologo Filippi – abbiamo volutamente creato una struttura sovradimensionata rispetto alle nostre necessità, tuttavia il nostro obiettivo non è tanto quello di aumentare la produzione, ma di migliorarla, avendo la possibilità di gestire in modo finalmente organizzato, cadenzato e separato tutte le fasi di lavorazione, dalla consegna dell’uva all’imbottigliamento».

L’intero stabile si sviluppa sul fianco della collina e al di sotto del terreno, favorendo la climatizzazione naturale, ed è realizzato in modo da ottimizzare ciascun movimento di mezzi, grappoli e mosti all’interno del polo enologico, sfruttando la forza di gravità per dar via al ciclo di lavorazione dell’uva una volta scaricata dai bins nella parte più alta della cantina. I serbatoi in acciaio inox, dove saranno conservati separatamente i mosti di ciascuna zona di produzione, incrementando quindi la realizzazione di cru già avviata dal 1988 con il Progetto Qualità, occupano la parte mediana della struttura insieme alla linea di imbottigliamento, mentre in quella inferiore si sviluppa la grande barricaia e bottaia.

Non solo maggiore funzionalità, la nuova struttura permette al gruppo di aprirsi finalmente anche all’ospitalità, con una grande sala ricevimenti all’ultimo piano, racchiusa all’interno del prisma centrale in acciaio, i cui fori per far filtrare la luce all’interno disegnano le nervature della foglia di vite, e lo shop con area degustazioni al piano terra.

Una curiosità: il “tetto” della cantina è ricoperto da un vigneto, appena impiantato e non destinato alla vinificazione, di cabernet cortis, vitigno Piwi che testimonia l’interesse sempre più marcato dell’azienda, e invero di un po’ tutto il territorio altoatesino (si vedano ad esempio gli esperimenti del progetto XXX "eXplore - eXperiment - eXclusive" di Kellerei Kaltern e del Kellermeister Andrea Moser), per le varietà resistenti alle crittogame, che potrebbero costituire, in un futuro non troppo lontano, la nuova “base” della nostra enologia.

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Nuova Cantina Bolzano: architettura “green” per il vino di qualità 07/02/2018 Redazione Wine world news




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