Anteprima annata 2019 a Mamoiada

di Dario Cappelloni 05/06/20
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Anteprima annata 2019 Mamoiada Dario Cappelloni

Un’anteprima “casalinga” per scoprire la nuova annata di questa zona estremamente rappresentativa per la realtà enologica della Sardegna.

Il titolo è in parte fuorviante perché in realtà la degustazione si è svolta nel salotto della mia casa a Roma l’11 maggio scorso. La mia giustificazione però è a prova di bomba: l’associazione Mamojà, che raccoglie gran parte dei produttori di Mamoiada, aveva organizzato per il 9 maggio l’anteprima dell’annata 2019, ma le note vicende legate al Cov19 hanno fatto necessariamente saltare l’evento. 

Diciamo pure che da quelle parti non fa difetto la tenacia e quindi i membri dell’Associazione hanno inviato alle persone invitate una solida campionatura per consentirci di farci un’idea su questa annata e sulla situazione di quelle che è diventata una delle zone più rappresentative della vitienologia sarda

Due le cose che sono subito saltate agli occhi. La prima il gran numero di aziende nuove e nuovissime che vede protagonisti molto giovani pieni di passione, tecnica solida e grande volontà di emergere anche in tempi difficili come questi. La seconda è la qualità media dei vini assaggiati che è risultata veramente interessante anche in considerazione di così tanti esordienti. A Mamoiada sta infatti diventando sempre più difficile trovare vini palesemente difettosi mentre sono sempre più numerosi prodotti dallo spiccato carattere, tipico della zona, ma anche di una concreta precisione tecnica. 

Quanto all’annata 2019 che in zona, dopo la disastrosa 2018, è arrivata come la manna dal cielo, è sicuramente valida. I vini sono generalmente succosi e di buona struttura, ma se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo forse qualche produttore si è fatto prendere un po’ dall’entusiasmo (l’annata è stata molto abbondante) è ha raccolto qualche grappolo di troppo. Comunque il giudizio generale, sui cannonau, i rosati e i bianchi a base granazza fanno intravvedere un futuro sicuramente importante per molti di loro.

Tra i 21 vini assaggiati è necessario distinguere due categorie di vini: i campioni di botte, in larga maggioranza e i vini già imbottigliati. Nella prima categoria tra gli assaggi più significativi per coerenza, struttura, ed equilibrio si sono distinti, tra le vecchie conoscenze, il Perdas Longas 2019 di Francesco Cadinu, il Vike Vike 2019 dell’omonima cantina e la RiservaVinera 2019 di Antonio Mele. Tra le novità OcruArana dell’azienda Teularju, nuova avventura di Francesco Sedilesu, il Pramas 2019 di Mario Golosio, il sorprendente Malarthana 2018 della Cantina Mulargiu e il rosato S’ena Manna di Giovanni Ladu

Tra i vini già in bottiglia sicuramente il poderoso ed elegante Ballu Tundu 2015 dell’azienda Giuseppe Sedilesu e il rosato, tipologia molto in voga a Mamoiada, Maria Pettena 2018 della Cantina Sannas





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