André the Voice of Wine

di Sissi Baratella 21/08/19
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André Tchelistcheff enologo, Alessandro Torcoli

La storia del celebre enologo André Tchelistcheff narrata in un film da suo nipote Mark. A corredo un'indimenticabile degustazione. 

Sebbene il focus di Vino Vip Cortina è, e probabilmente sarà sempre, l’eccellenza del vino italiano in Italia e nel mondo, nel corso della 12° edizione dell’evento, un aspetto è risultato evidente: il vino oltre oceano sta diventando sempre più intrigante. Giungere a questa conclusione è stato abbastanza facile, specialmente se considerate un nome su tutti per l’enologia, quello di André Tchelistcheff

Mancato nel 1994, quest’uomo ha vissuto una vita davvero straordinaria e fuori dal comune. Un enologo di grande sensibilità e conoscenza, un uomo decisamente legato alla scienza ma dalle importanti esperienze umane. A raccontare la storia di Tchelistcheff è il nipote del celebre enologo, Mark, e lo ha fatto realizzando un film dal titolo André the Voice of Wine

Un prodotto emozionante quello di Mark Tchelistcheff sia dal punto di vista delle conoscenze tecniche che dal punto di vista culturale; è enorme la storia che ci circonda e doveroso provare a raccontarla… qualche volta per iscritto, qualche volta su uno schermo.

Di origine russa, con la grande passione per la natura e la scienza fin da piccolo, sono state tante e più o meno drammatiche le vicissitudini che hanno portato André a dare vita a alcuni tra i più importanti e celebrati vini del/nel mondo. Orgoglio italianissimo Ornellaia; andando oltre oceano invece possiamo dire che fu determinante il suo istinto (infallibile… o quasi) nel codificare e valorizzare territori inusuali, come le regioni vitivinicole californiane Sonoma e Napa Valley. 

Al termine della proiezione di The Voice of Wine, c’era ad attenderci un esclusivo wine tasting con questi vini in degustazione (tutti figli del genio creativo di Tchelistcheff). 

- Aiken Wines - Cabernet Sauvignon Rutherford 2013
- Aiken Wines - Pinot Noir Sonoma Mountain 2013
- Alquimista Cellars - Van der Kamp Vineyard, Pinot Meunier Sonoma Mountain 2018
- Alquimista Cellars - Mes Filles Vineyard, Chardonnay Russian River Valley Sonoma County 2017
- Alquimista Cellars - Mes Filles Vineyard, Pinot Noir Russian River Valley Sonoma County 2016
- Grgich Hills Estate - Chardonnay Napa Valley 2015
- Grgich Hills Estate - Cabernet Sauvignon Napa Valley 2015
- Jordan Winery - Chardonnay Russian River Valley 2017
- Jordan Winery - Cabernet Sauvignon Alexander Valley 2015
- Jordan Winery - Cabernet Sauvignon Alexander Valley 2014
- Tenuta dell'Ornellaia - Ornellaia, Bolgheri Superiore Doc 2015
- Ste. Michelle Wine Estate - Col Solare, Cabernet Sauvignon Red Mountain 2014
- Stag’s Leap Wine Cellars - Fay, Cabernet Sauvignon Napa Valley 2015

Qualche considerazione. In primis mi inchino a Ornellaia 2015, non posso dire che mi sia capitato di bere questo vino ogni giorno… ma credetemi ricordo ogni volta che ho avuto modo di degustarlo; una 2015 emozionante, un’annata che ha saputo dedicare a questo vino complessità e armonia, un gusto eterno oggi sotto l’ala protettrice di Olga Fusari, giovane enologa tanto modesta quanto determinata. 

Proseguiamo… 

In inglese direbbero “you better watch your back”… a doversi guardare le spalle, questa volta, sono i francesi, grandi produttori di Pinot Noir e vini dal taglio bordolese; chi dovrebbero tenere sotto controllo sono proprio i produttori californiani. Cabernet, Pinot Noir e Chardonnay di grandi eleganza e finezza; vini le cui origini confonderebbero anche i palati più esperti. Non c’è niente di più disorientante (ma anche elettrizzante direi) di credere che uno Chardonnay, ad esempio, sia francese e scoprire poi che proviene dall’assolata Sonoma Valley. O che un Cabernet così teso e equilibrato non sia frutto della centenaria esperienza europea in viticoltura e enologia, ma figlio di un produttore dell’Alexander Valley.

Le mie considerazioni non vogliono essere né offensive nei confronti dei vini francesi (come potrei mai?), né voglio incensare troppo i wine maker americani ma piuttosto evidenziare un dato di fatto: il genio di Tchelistcheff ha saputo vedere oltre e immaginare il potenziale di un territorio nuovo per la viticoltura, oggi noi ne possiamo, e dobbiamo, apprezzarne il risultato nel bicchiere. 

Un’altra esperienza unica questa degustazione, resa ancora più speciale dalla presenza dei produttori che, prima di servirci personalmente i propri vini si sono rivelati a noi in qualità di attori protagonisti raccontando, nel corso del film, la loro conoscenza con André Tchelistcheff e il suo relazionarsi con vigneti, vini e cantina. 

Per info: http://andrethevoiceofwine.com 





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