Scoperti i genitori del centesimino

di Stefania Vinciguerra 02/03/21
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centesimino

Grazie a una nuova mappatura genetica è stato possibile ricostruire chi sono i genitori del vitigno di Oriolo dei Fichi: sangiovese e moscato violetto.

Chi mi conosce sa che sono un’appassionata di centesimino, il profumatissimo vitigno rosso che la fa da padrone sulle colline di Oriolo dei Fichi, in Romagna, dove ha il suo habitat naturale e i suoi paladini, i nove produttori riuniti nell’Associazione per la Torre di Oriolo (Ancarani, La Sabbiona, Leone Conti, Poderi Morini, Quinzan, San Biagio Vecchio, Spinetta e Zoli Paolo).

A gennaio è stato pubblicato lo studio scientifico “Atlante delle parentele dei vitigni italiani derivante dalla genotipizzazione degli SNP” che prende in considerazione anche il vitigno autoctono del territorio faentino e questa è stato il risultato per quanto lo riguarda. Il centesimino sarebbe figlio dell’incrocio del tutto naturale verificatosi nel tempo tra sangiovese e il moscato violetto, noto anche come muscat rouge de Madère oppure come moscato nero di Lucca (o della Garfagnana). 

Questa scoperta smentisce quanto si era creduto fino a oggi sulla base di precedenti analisi genetiche eseguite da importanti enti preposti alla ricerca e controllo dei vitigni, e cioè che il centesimino fosse un’uva a sé stante. Si trattava di studi recenti, eseguiti quando il vitigno è stato iscritto come varietà unica al Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2004. Ebbene: la nuova metodologia di ricerca basata sull’analisi degli SNP (polimorfismi a singolo nucleotide) ha tracciato una strada diversa per il centesimino. In pratica sono state analizzate le singole variazioni puntiformi del genoma di diverse centinaia di varietà d’uva italiane e di circa mille varietà aggiuntive derivate da precedenti studi sul germoplasma europeo, meridionale, della Magna Grecia e georgiano. Le ricerche hanno consentito di valutare la parentela tra un insieme di 1.232 varietà uniche e identificare 92 nuove coppie genitore-figlio, dimostrando come il patrimonio genetico dell’uva italiana provenga in gran parte da poche varietà principali.

Ma tornando al nostro centesimino, tutti noi conosciamo il “padre” sangiovese e le sue caratteristiche. Un po’ diverso il discorso per quanto riguarda il moscato violetto, sebbene in Lucchesia ne abbiamo. È un vitigno molto antico che fa parte della grande famiglia dei moscati ed è a buccia rossa. Il sapore è dolce e leggermente muschiato. La cosa che più interessa qui è la sua aromaticità, il che spiega l’origine di quella caratteristica che rende il centesimino un’uva così intrigante. In effetti, a ben guardare, il centesimino è connotato da grandi profumi (che indubbiamente derivano dal moscato violetto) e freschezza, facilmente riconducibile all’acidità del sangiovese. 

Per gli amanti delle genealogie, riveliamo che da questo studio è stato possibile attribuire al centesimino anche un fratello, cioè un altro figlio di moscato violetto e sangiovese: il ciliegiolo, vitigno coltivato da secoli nel versante tosco-umbro dell’Appennino, anch’esso connotato fin dal nome per una caratteristica olfattiva: il netto rimando alla ciliegia.

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