Vendemmia 2018: il vero nemico è il mal dell’esca

di Redazione 30/08/18
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vigneti italiani attaccati dal mal dell'esca

Riteniamo importante condividere questo grido di dolore, che è anche un appello, dell'enologo Emiliano Falsini. È sempre più indispensabile trovare una soluzione per guarire i nostri vigneti.

"Il problema che affligge la vendemmia 2018 non si chiama peronospora, oidio o Botrytis, il flagello di questa vendemmia ha le sembianze del Mal dell’Esca, un problema che sta’ assumendo proporzioni catastrofiche; vitigni come sangiovese, sauvignon blanc, cabernet sauvignon, sagrantino ma anche altre varietà sembrano aver quest’anno prestato il fianco a questa terribile malattia contro cui i viticoltori italiani sono Impotenti.

In giro per l’Italia ho visto vigneti che oramai presentano il 10-15% di fallanze dovute a questa malattia, urge una sensibilità da parte di tutti coloro che hanno a cuore il vino di qualità.

Una perdita costante in termini qualitativi e quantitativi che, per chi vive i vigneti, condivide le fatiche con coloro che ogni giorno si sforzano di fare vino e crede nei vigneti vecchi come fonte di ispirazione e qualità, è una costante pugnalata al cuore.

Mi auguro che il comparto vitivinicolo possa sforzarsi di investire nella ricerca per debellare questo terribile cancro che attanaglia il nostro settore, uno sforzo da parte di tutti nella ricerca e nella innovazione affinché non vengano persi patrimoni unici di vigneti in giro per l’Italia. 

L’età di un vigneto non si rimpiazza... sforziamoci di trovare una soluzione nel bene della viticoltura italiana di qualità, piantare un nuovo vigneto perché il vecchio non è più sostenibile è una sconfitta per tutti."





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