Trovato morto Luciano Zazzeri, chef e patron della Pineta

di Redazione 18/03/19
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Luciano Zazzeri

È stato trovato morto, nella casa dei genitori a Bibbona, lo chef stellato Luciano Zazzeri, 63 compiuti lo scorso 17 gennaio, proprietario del notissimo ristorante “La Pineta”, la baracca sul mare di Marina di Bibbona – come amava chiamarla - conosciutissimo in tutto il mondo, tanto da avere come clienti star del musica come Mick Jagger, politici (Beppe Grillo era di casa), manager, personaggi dello spettacolo (Bonolis e Abatantuono) e intellettuali.

SI PENSA A UN GESTO VOLONTARIO

Il dramma è avvenuto intorno alle 18,30 di domenica 17 quando il ristoratore è stato trovato nel garage della casa dei genitori, si pensa a un gesto volontario. Zazzeri lascia due figli, un nipote e migliaia di clienti che lo hanno amato e che lui ha coccolato, sorpreso, incantato in venticinque anni di piatti indimenticabili.

UN GRANDE CHEF

Sì, perché la sua storia dietro ai fornelli tra un dentice bollito e un foie gras scottato con un filetto di triglia e la mela fritta, è una bella avventura che mischia tradizione familiare, i genitori nel 1964 presero in concessione quello che allora era uno stabilimento balneare, passione per caccia e la pesca, innovazione culinaria e spirito. Il suo modo di mischiare e ricercare le materie prime ha fatto scuola tanto da consentirgli di entrare in tutte le guide dei grandi chef.

NON SOLO UN CUOCO...

Ma Zazzeri non era soltanto un cuoco, era una persona di compagnia, uno di quei ristoratori vecchio stile che alla fine di un pranzo o di una cena si mettevano al tavolo con i clienti raccontando vecchi aneddoti. Capace anche – cosa non comune - di essere altruista con i colleghi che lo invitavano a manifestazioni di ogni genere (ora li chiamano cooking show).  E allo stesso tempo era esigentissimo con i dipendenti, tanto da far rifare un piatto anche dieci volte per raggiungere la perfezione tra cottura, assemblaggio delle pietanze e presentazione.

C’era poi uno Zazzeri privato, che sfiorava quello pubblico. E questo era il più inaspettato. Come quella passione per le palle di Natale con la neve che scende quando le scuoti che faceva comprare agli amici che andavano a giro per il mondo e conservava gelosamente in alcuni teche all’interno del ristorante. Ma non solo, perché con gli amici era capace di partire per tre o quattro giorni per andare a fare zingarate a base di cibo, chiacchiere e nottate. Chi ha avuto il piacere di essere suo ospite piange un grande chef, chi lo ha visto crescere perde un amico che ha deciso di andare a cucinare altrove. 

Il Tirreno





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