Settimana della Cucina Italiana nel Mondo e vino

di Redazione 11/11/19
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Presentazione Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

“Educazione Alimentare: cultura del gusto” è il tema dell’edizione di quest’anno della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, 18-24 novembre. Ernesto Abbona (UIV): “Potremmo immaginare di arricchire, già a partire dal 2020, La Settimana della Cucina italiana, con la Giornata del Vino italiano nel mondo”.

Nata per promuovere all’estero l’enogastronomia italiana di qualità, la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo vede oltre 1000 attività - tra seminari e conferenze, incontri con chef, corsi di cucina, degustazioni, momenti di approfondimento, concerti e mostre fotografiche - programmate in 300 sedi diplomatico-consolari e Istituti Italiani di Cultura in tutto il mondo.

“Voglio ringraziare il Governo, i Ministeri e gli Enti coinvolti per aver dato vita, ormai da quattro anni, a questa importante iniziativa di promozione dell’immagine del nostro Paese, fondata sul patrimonio culturale, culinario e paesaggistico per il quale l’Italia è conosciuta in tutto il mondo. Da sempre Unione Italiana Vini sostiene e incoraggia questo approccio, perché l’enogastronomia è una calamita turistica potentissima, capace di influenzare la scelta delle destinazioni di viaggio, come mostra anche la crescita del turismo enogastronomico del 45% dal 2017 al 2018. Per questo è essenziale che il nostro Paese attui un piano strategico nazionale sulle politiche del turismo enogastronomico e che le iniziative di promozione all’estero, come la Settimana della Cucina italiana nel mondo, trovino un seguito in Italia attraverso azioni di incoming, il più efficace tra gli strumenti di promozione”. Con queste parole Ernesto Abbona, Presidente di Unione Italiana Vini, è intervenuto questa mattina alla presentazione della IV Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, tenutasi nello spazio Officine Farneto a Roma, alla presenza di Teresa Bellanova, ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali; Manlio Di Stefano, sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale; Vincenzo de Luca, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese MAECI; Luigi Pio Scordamaglia, consigliere di amministrazione di Agenzia ICE e presidente di Filiera Italia; e altri esperti del mondo del food&wine.

L’internazionalizzazione - continua il presidente di UIV - non è un’opzione per il vino italiano, ma una scelta obbligata. Quasi metà del vino prodotto in Italia è venduto al di fuori dei confini nazionali, dove i consumi sono in aumento, in particolar modo in Nord America e Asia: per questo abbiamo bisogno di aumentare il valore delle nostre produzioni e dobbiamo rafforzare e trasformare in piani strutturali le iniziative di promozione istituzionale come “La Settimana della Cucina italiana nel mondo” e il “Piano straordinario del Made in Italy”, complementari alle iniziative di internazionalizzazione delle singole aziende. Il vino è sempre stato pioniere nella penetrazione dei mercati internazionali, in grado di trainare le altre produzioni agroalimentari e, sognando in grande, potremmo immaginare di arricchire, già a partire dal 2020, La Settimana della Cucina italiana, con la giornata del vino italiano nel mondo”.

Tanti i temi al centro della manifestazione tra cui la salvaguardia dei prodotti a denominazione protetta e controllata, il contrasto al fenomeno dell’Italian sounding, la valorizzazione dei vini italiani e i loro territori, gli itinerari enogastronomici e turistici regionali e l’importanza della Dieta Mediterranea quale stile di vita sano e modello di alimentazione equilibrato.

“Il vino - continua Ernesto Abbona - è parte integrante della Dieta Mediterranea, patrimonio dell’Unesco. UIV è da sempre impegnata concretamente a promuovere l’educazione al bere responsabile: per questo, il nostro appello accorato alle istituzioni è di difenderlo in tutte le sedi europee e internazionali quale componente essenziale della nostra tavola. Il vino deve essere considerato come un alimento al pari dell’olio, del formaggio, della pasta, del pane, in coerenza con il modello mediterraneo. Un modello culturale e di tradizione che dobbiamo promuovere all’estero, ma anche tutelare e tramandare ai nostri giovani, che attualmente sono solo il 19% dei consumatori di vino, perché si riavvicinino ad un consumo regolare durante i pasti, si sentano parte integrante di questa storia e, a loro volta, imparino a svilupparla sotto tutti gli aspetti, non ultimo quello della sua dimensione economica. I nostri prodotti gastronomici – conclude il presidente Ernesto Abbona - sono il frutto di un’identità ben radicata e il simbolo di una cultura che non va assolutamente dispersa, ma valorizzata in ogni luogo, tenendo ben presente anche l’aspetto economico e occupazionale del settore enogastronomico italiano”.

Il progetto della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, ideato e coordinato dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina, è stato sviluppato all’interno di un gruppo di lavoro che coinvolge il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, nonché tutti i principali Enti, Associazioni ed Istituzioni che rappresentano la cucina italiana e l’Italia nel mondo: Regioni, Agenzia ICE, Agenzia ENIT, università, sistema camerale, associazioni di categoria, scuole di cucina, reti dei ristoranti italiani certificati e operatori del settore enogastronomico.





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