Perché Slow Food NON compie trent’anni.

di Daniele Cernilli 25/07/16
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Perché Slow Food NON compie trent’anni.

A costo di sembrare un guastafeste, e solo per il gusto di riportare le cose per come mi risultano, pur facendo gli auguri, dovuti e sentiti a Slow Food, mi corre però l’obbligo di dire che oggi non compie trent’anni e che li compirà invece il 3 novembre del 2017.

Fu solo allora che il "Manifesto per lo Slow Food", redatto da Folco Portinari, venne pubblicato sul Gambero Rosso, allora inserto del quotidiano Il Manifesto, introdotto con un articolo di Stefano Bonilli intitolato proprio Slow Food, e, addirittura, la sigla Slow Food sulle tessere di Arcigola, iniziò ad apparire solo nel 1990, dopo la nascita a Parigi del movimento internazionale.

Nel 1986 nacque invece Arci Gola, da una costola di Arci Langhe, e anche se è vero che tutti coloro che la fondarono poi furono gli artefici del successivo Slow Food, la ricostruzione precisa degli eventi è diversa da quella per la quale si festeggia il trentennale.

Nulla di male, ovviamente, una festa vale sempre la pena di farla, però mi dispiace che la filiazione diretta di Slow Food dall’Arci sia nei fatti passata nel dimenticatoio.

A riprova di quanto dico ecco ciò che appare sul sito ufficiale della Regione Piemonte sulla voce dedicata a Carlo Petrini:

Il percorso esistenziale, politico e culturale di Carlo Petrini e del gruppo che avrebbe dato

vita, nel 1989, al Movimento Slow Food comincia e si sviluppa a Bra, nella provincia

piemontese. L’attività nel settore della cultura popolare che culmina nell’organizzazione di una rassegna di musica tradizionale (Canté j’euv), testimonia dell’attenzione per le radici e del legame con le Langhe e le sue tradizioni conviviali e produttive. Nasce così la Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo, primo nucleo di quella che diventerà, nel luglio 1986, Arcigola, Lega Enogastronomica dell’Arci, creata con la benedizione e il supporto del gruppo di intellettuali milanese legato alla rivista La Gola, da un lato, dall’altro del gruppo romano del Gambero Rosso. Nel frattempo, con la costituzione della Cooperativa I Tarocchi e l’apertura delle osterie del Boccondivino (a Bra, in via della Mendicità Istruita) e dell’Unione, a Treiso, si sviluppa un’attività professionale che si propone come la messa in pratica di precise convinzioni, in equilibrio fra elaborazione teorica e iniziative concrete.

Un percorso, quello di Petrini, che sfocia nella creazione del Movimento Internazionale

Slow Food. Il 9 dicembre 1989 a Parigi, dopo tre giorni di confronto e dibattito all’Opéra

Comique, oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo sottoscrivono il manifesto del movimento, che recita: “Contro coloro, e sono i più, che confondono l'efficienza con la frenesia (…) contro l'appiattimento del Fast Food riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali. Se la Fast Life in nome della produttività ha modificato la nostra vita e minaccia l'ambiente e il paesaggio, lo Slow Food è oggi la risposta d'avanguardia”.

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