Lucio Canestrari ci ha lasciati

di Francesco Annibali 04/11/21
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Lucio Canestrari

Lucio Canestrari, un segno indelebile nei Castelli di Jesi, titolare della Fattoria Coroncino di Staffolo (AN), se n’è andato via stamattina a soli 62 anni, a seguito di un male incurabile.

Giunto giovanissimo nelle colline del Verdicchio a metà anni Ottanta da Roma, figlio di ristoratori, Lucio fu con ogni probabilità il principale protagonista della prima ondata innovatrice del mondo del Verdicchio, che prima del boom del vino italiano degli anni Novanta era piegato in via quasi esclusiva a produzioni anonime, rese per ettaro elevatissime e imprigionato nel packaging dell’anfora.

Lucio abbassò drasticamente le rese, posticipando la vendemmia in modo da portare in cantina uva sempre perfettamente matura, lasciando il vino a riposare per lungo tempo sulle fecce fini; iniziò a parlare di metodi naturali 30 anni prima che lo facessero tutti, e se il giornalismo italiano pose lo sguardo sul grande bianco marchigiano, una bella fetta di merito fu certamente sua.

Dotato di uno squisito senso dell’ironia, affabile e scanzonato, Lucio lascia tante etichette entrate nel cuore degli appassionati, a partire da quel Verdicchio Gaiospino 1996 che lasciò tutti noi che lo assaggiamo senza parole. “’Ndo arivo metto un segno”, ripeteva sempre Lucio. Nessun dubbio che quello che ha lasciato nei Castelli di Jesi e nel cuore degli appassionati marchigiani sia indelebile.





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