Addio a Gianluigi Morini

di Redazione 10/12/20
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Scomparsa Gianluigi Morini fondatore San Domenico Imola

Ci ha lasciato ieri sera, all'età di 85 anni, Gianluigi Morini, mitico fondatore del ristorante San Domenico di Imola.

Un doppio post su Facebook del ristorante San Domenico (uno ieri sera e uno stamattina) dà conferma della scomparsa di Gianluigi Morini e lo ricorda così: “Con Morini nasce il ristorante che siamo onorati di portare avanti da 50 anni preservandone l’identità, lo spirito di avanguardia e il sogno di un luogo di condivisione e grande calore, quello di una famiglia che lui stesso ha voluto creare. Era e rimane un amico fraterno”, firmato Valentino, Natale, Massimiliano, Giacomo e tutti i ragazzi del San Domenico.

Tratto dal Corriere Romagna (di Laura Giorgi) - La sua ultima apparizione pubblica risale al Baccanale 2019. Gianluigi Morini aveva tenuto banco per due ore buone davanti a una sala della biblioteca gremita, raccontando con tagliente ironia, e a volte sfacciataggine pura e divertita da anfitrione consumato, la sua avventura di una vita, dal cinema alla banca, dalla fondazione della sua creatura, il ristorante San Domenico di Imola al giro del mondo che quella sua idea nel tempo ha compiuto.

All’età di 85 anni Morini se ne è andato, proprio allo scadere del cinquantesimo compleanno della sua creatura. Ragioniere con la passione per la bellezza e l’accoglienza, nel marzo del 1970 fondò il ristorante San Domenico proprio nella casa in cui era nato. Mantenne il ruolo di padrone di casa sempre presente fino al 2012, passando poi di mano la sua stessa creatura alla famiglia acquisita che vi aveva cresciuto in seno, ovvero i fratelli Marcattilii, Valentino chef e Natale maitre, e più di recente il loro nipote Massimiliano Mascia.

Appassionatissimo di cinema in gioventù, cercò di entrare in quel mondo frequentando Roma e l’ambiente, ma la famiglia lo convinse a tornare e a optare per un lavoro “sicuro” in banca, la Cassa di Risparmio di Imola. Gli serviva però ancora, come l’aria per respirare, uno sfogo per soddisfare la sua brama di bellezza meglio se applicata alla convivialità. Ben presto le mura domestiche non gli bastarono più e affiancato da Roberto Rocchi e Romano Visani, creò il San Domenico. Una storia culinaria cresciuta e proiettata verso un futuro brillante, quello che poi sarebbe diventato di lì a poco, grazie all’intuizione, caldeggiata da Luigi Veronelli, di chiamare come chef e consulente l’ex cuoco di casa Savoia, poi patron de La Santa di Genova, Nino Bergese. Il quale accettò inizialmente riluttante, per poi trasformarsi nei sette anni successivi nel maestro fondamentale di Valentino Mercattilii creando piatti, come l’uovo in raviolo celeberrimo, che sono ancora i vessilli del locale che porta sempre appuntate le due stelle Michelin.

Una vita vissuta intensamente, quella di Morini, strabordante di incontri e aneddoti stupefacenti e divertenti, consumatisi fra le sale del San Domenico di Imola, poi di “gemello” nato a New York negli anni Ottanta, ma non solo e che lui amava raccontare con una capacità affabulatoria eccezionale.





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