Addio ad Angelo Jermann

di Redazione 10/12/18
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angelo jermann

Il “nonno” del vino se ne è andato: Angelo Jermann si è spento, domenica 9 dicembre, nella sua abitazione di Farra d’Isonzo. Nato a Villanova di Farra il primo settembre del 1923 era considerato, insieme a Livio Felluga, uno dei patriarchi dell’enologia friulana.

Aveva 95 anni e fino allo scorso anno aveva vendemmiato con la moglie Bruna. Assieme a Livio Felluga ha segnato un’epoca nel mondo dell’enologia regionale.

Angelo Jermann ha continuato a portare avanti sino all’ultimo la tradizione di allevamento delle viti, ma in passato si è dedicato con passione anche all’allevamento del bestiame, contribuendo a fare del brand Jermann un’azienda familiare etica e di successo, a tutto tondo. Insieme all’inseparabile moglie Bruna aveva trasformato un’azienda di tipo tradizionale mista in una realtà modello specializzandola in frutticoltura (il pescheto in particolare) e vitivinicoltura.

Arrivato in perfetta forma oltre alla soglia dei 90 anni, aveva guidato l’automobile fino allo scorso anno. Con il suo suv e con accanto l’inseparabile moglie Bruna, visitava quotidianamente i poderi di famiglia da Villanova di Farra a Moraro fino a Ruttars, dove il figlio Silvio ha creato la nuova cantina. E proprio la morte della moglie Bruna, agli inizi di novembre, ha rappresentato per lui un colpo durissimo difficile da sopportare. Chi lo conosceva ha detto di averlo visto invecchiare repentinamente. La loro è stata una storia d’amore durata oltre 70 anni. Avevano vendemmiato insieme fino allo scorso anno.

Discendente di una famiglia di agricoltori giunta a Farra nel 1881 dalla zona di produzione vinicola austriaca del Burgenland, Angelo Jermann era stato capace, insieme al figlio Silvio, di innovare nel mondo dell’enologia. Negli anni l’azienda Jermann è via via, e gradualmente, cresciuta proponendo al mercato prodotti di ineccepibile qualità, una ricerca continua dell’eccellenza e un rispetto assoluto della terra e dei suoi ritmi a cui si aggiungono le caratteristiche di un winemaker unico, innovatore e visionario, capace di pensare il concetto di blend quando ancora non esisteva.

Negli anni ’60 la miglior ristorazione regionale aveva iniziato a conoscere le qualità dei suoi prodotti, che successivamente negli anni ’70 presero progressivamente la strada della bottiglia e affrontarono i mercati nazionali ed esteri grazie al figlio Silvio che, fresco di diploma d’enotecnico, ebbe in papà Angelo un grande maestro che gli fu puntualmente accanto trasferendogli con entusiasmo tutte le sue cognizioni pratiche.

Angelo Jermann lascia nel dolore i due figli, oltre all’enologo Silvio, Marcella e il genero Giuseppe e una folta schiera di nipoti. Il funerale si svolgerà martedì 11, nella chiesa parrocchiale di Farra, alle 14.30.

Messaggero Veneto - Edizione Udine





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