Due mesi per scongiurare il pericolo Prosek

di Redazione 14/09/21
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Minaccia menzione croata Prosek al nostro Prosecco

L'eventuale riconoscimento da parte della Commissione Europea della menzione croata Prosek sarebbe doppiamente grave: per la confusione che si potrebbe generare con il nostro Prosecco (che lo ricordiamo, è un nome geografico) e per l'incoerenza della posizione, che potrebbe portare a future analoghe decisioni indebolendo il sistema di denominazioni europeo.

"Se la Commissione europea dovesse procedere al riconoscimento della menzione Prosek, si tratterebbe di registrare una posizione incoerente e ai limiti della follia, che andrebbe contro le denominazioni europee, anziché a tutela. Un fatto grave contro il quale combatteremo a difesa del nostri produttori di Prosecco Italiano". Così Cia-Agricoltori Italiani commenta la decisione della Commissione Europea di procedere alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della domanda di registrazione della menzione tradizionale "Prosek" da parte delle autorità croate.

Analoga la posizione di Unione italiana vini (Uiv), che ritiene che il tempo previsto dalla procedura Ue debba essere utilizzato per opporsi, con ogni sforzo, a questo riconoscimento. In questi 2 mesi di tempo per opporsi, Uiv continuerà a sostenere il Mipaaf e gli organismi di tutela del nostro Prosecco per difendere il prodotto con tutte le argomentazioni giuridiche e politiche di un caso che rischia di rivelarsi un pericoloso precedente, soprattutto per la protezione in alcuni mercati internazionali, dove il nome della denominazione è utilizzato da altri produttori, indebolendo l’immagine del prodotto italiano.

Il Prosecco - sostiene l’organizzazione italiana delle imprese che rappresenta l’85% dell’export di vino del Belpaese – è un nome geografico e pertanto la protezione dell’Ue si estende contro fenomeni di usurpazione, compresi quelli generati da sinonimi. Infine, l’Unione non può sottovalutare il rischio di confusione per il consumatore: il nome Prosek richiama inevitabilmente, per un “consumatore normalmente informato” (come ricordato dalla Corte di Giustizia), le bollicine del nostro Paese.

Sono oltre 620 milioni le bottiglie prodotte dalle tre Do del Prosecco; di queste, 370 milioni sono esportate. Complessivamente il mercato dello sparkling tricolore più famoso nel mondo vale 2 miliardi di euro di fatturato annuo di cui un miliardo all’estero (2020), l’equivalente del 16% sul totale export italiano.





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