Il Barolo dei Marchesi di Barolo

di Marketing & Advertising 03/12/21
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Anna ed Ernesto Abbona e i figli Valentina e Davide di Marchesi di Barolo

Ernesto e Anna Abbona, insieme ai i figli Valentina e Davide, portano avanti una storia nata da un’intuizione che ha creato il vino più nobile del Piemonte.

Il Barolo nacque e si affermò nei primi anni del XIX secolo grazie alla bella storia d’amore che unì Giulia Colbert e Carlo Tancredi Falletti, i Marchesi di Barolo.

Nel suo ‘Diario dei Viaggi’ Giorgio Gallesio, illustre botanico, ne parla come un vino di grande pregio: «Il vino di Barolo dura molti anni e il Marchese di Barolo lo conserva per mandarlo alla Corte di Torino. […]», fornendo una perfetta descrizione dei locali dove il nebbiolo è vinificato e affinato: «Ho visitato la cantina del Marchese di Barolo: è un gran semi-sotterraneo con volte a botte sopra del quale vi è la tinaia. Vi erano 30 botti, in gran parte di vini vecchi…».

L’attività era, quindi, già fiorente e il vino così affermato da fregiarsi del titolo di “Re dei Vini, Vino dei Re”.

Le Cantine dei Marchesi di Barolo, allora come oggi, sono abbracciate dalle dolci colline delle Langhe, Patrimonio Unesco dal 2014: un ordinato susseguirsi di vigneti in cui sono incastonati piccoli borghi e cascinali sparsi.

La cantina

Fin dalle origini, l’intento di Marchesi di Barolo è stato quello di coniugare l’eccletticità del nebbiolo con la straordinaria biodiversità dei suoli e dei microclimi dei loro poderi: «In questo paese si crede che per avere del vino finissimo bisogna farlo di nebbiolo puro.» (G. Gallesio).

Oggi, ispirandosi al suo illustre passato e adottando le migliori pratiche agronomiche, le Cantine Marchesi di Barolo coniugano armonicamente tradizione e innovazione, preservando scrupolosamente la tipicità dei vitigni e dei territori elevandoli in vini eleganti e sempre attuali.

Vini e vigneti

Ogni singolo vigneto, parcella per parcella, è vinificato in purezza, uno alla volta perché quando la diversa maturazione dei grappoli lo richiede, lo stesso vigneto viene vendemmiato in tempi diversi. Queste raccolte parcellari, tutte realizzate manualmente, permettono di mantenere le identità specifiche di ogni cru di Barolo. I successivi affinamenti possono preservarne la specificità oppure, grazie a sapienti assemblaggi, creare le denominazioni più classiche, come il Barolo Tradizione e il Barolo del Comune di Barolo.

Il Barolo Docg del Comune di Barolo

Se il Barolo è il vino piemontese più famoso e apprezzato in tutto il mondo, il vino che rappresenta al meglio la Famiglia Abbona è certamente il Barolo Docg del Comune di Barolo.

La Menzione Geografica Aggiuntiva “del Comune di Barolo” è stata ufficialmente introdotta con la modifica del Disciplinare di Produzione del Barolo – contenente l’elenco delle MGA – del 2010. Pertanto, la prima vendemmia con l’etichetta indicante la menzione geografica aggiuntiva ‘del Comune di Barolo’ è stata quella del 2011, benché la stessa specificazione fosse già stata utilizzata a partire dalla vendemmia 2007 con una forma grafica diversa.

Il nome del paese di Barolo sembrerebbe derivare dall’antico termine celtico “Bas Reul” ovvero “luogo basso”. Infatti, il paese è circondato da colline più alte dove si ergono gli altri paesi della zona di produzione. La posizione particolare garantisce un microclima speciale, riparando il borgo dai venti e mantenendo temperature più miti. Il Barolo del Comune di Barolo nasce blend di nebbiolo dai cru storici della famiglia, vigneti di proprietà situati nel comune di Barolo a poca distanza l’uno dall’altro, eppure, grazie alla biodiversità dei suoli, estremamente diversi nelle loro espressioni.

Il nebbiolo è il vitigno eclettico per antonomasia: dai suoli compatti di argilla e calcare ricava abbondanza di sali minerali e oligoelementi che ne arricchiscono la struttura, dai suoli sciolti di sabbie e limo trae profumi fragranti e speziati. L’obiettivo è ottenere un assemblaggio che si traduca in un’armoniosa sintesi delle caratteristiche del millesimo, in relazione all’andamento climatico e alle caratteristiche peculiari espresse dal nebbiolo in base al microclima e alle qualità dei suoli dei singoli vigneti.

Il Barolo del Comune di Barolo viene dapprima posto in piccole botti di rovere, e solo successivamente, tempo per tempo, a seconda del millesimo, è assemblato in botti via via più grandi per completare l’invecchiamento nelle tradizionali botti di rovere di Slavonia di grandi dimensioni, così da raggiungere naturalmente armonia ed equilibrato, accrescendo la finezza del bouquet.

Prima di essere messo in commercio, il Barolo del Comune di Barolo completa il suo affinamento in bottiglia per alcuni mesi. Il plateau di maturazione arriva ai 30 anni.

Il colore è rosso granato, con sfumature rubino. Il profumo è intenso e persistente con netto sentore di spezie, cannella, assenzio, tabacco e rosa di macchia. Il gusto è pieno, elegante, austero, con tannini morbidi e avvolgenti. Speziato e boisé si fondono perfettamente.

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