Baccalà con peperoni cruschi

di Katiuscia Rotoloni 26/02/22
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Baccalà con peperoni cruschi e Sicilia Adènzia Bianco 2020 Baglio del Cristo di Campobello

La ricetta di oggi è un piatto semplice e veloce condito con peperoni cruschi e olio extravergine, tipico della cucina natalizia ma proposto tutto l'anno. Lo abbiniamo con il Sicilia Bianco Adènzia 2020 Baglio del Cristo di Campobello.

Il peperone crusco, detto anche peperone di Senise, è un prodotto riconosciuto Igp della Basilicata. Dolce e gustoso, è conservato per tutto l'anno e usato in molte preparazioni tipiche ma anche semplicemente con le patate lesse o le uova.

Ingredienti per 4 persone:

1 kg baccalà ammollato, 100 g peperoni cruschi, mezzo bicchiere di olio evo

Procedimento:

Lessare in una pentola con acqua fredda il baccalà precedentemente ammollato. Appena prende il bollore far cuocere per circa 15 minuti. Scolarlo e farlo intiepidire, dopodiché togliere la pelle e tagliarlo a pezzi. Eliminare le lische aiutandosi con una pinzetta. 

Pulire i peperoni cruschi con un panno umido, tagliarli a pezzi, eliminare i semini e il picciolo all'interno.

Versare in un pentolino l'olio evo e i pezzi di peperoni, scaldando l’olio a fuoco molto lento (senza farlo né friggere né bruciare) per alcuni minuti, in modo che i peperoni diventino croccanti.

Spegnere e lasciar riposare per alcuni minuti, quindi versare sul baccalà l’olio con i peperoni. Lasciar riposare qualche minuto in modo che i sapori si amalgamino.

Servire in piatti piani.

Vino in abbinamento:

(a cura di Stefania Vinciguerra)

Sicilia Adènzia Bianco 2020 Baglio del Cristo di Campobello 

Colore giallo paglierino. Fragrante e complesso, con note di fiori di campo, pietra focaia, cedro, nespola e susina gialla. Sapore teso e agile, con giuste componenti acido-sapide, buona struttura e una persistente nota fruttata.

Zona di produzione: Campobello di Licata nella Sicilia Agrigentina a 8.000 metri dalla costa. Terreno prevalentemente calcareo, con frazioni di terreni scuri a giacitura collinare, con altezza di 260 metri sul livello del mare. 

Vitigni: Grillo e Inzolia in parti uguali, con 4.000 piante per ettaro e una resa di 100 q/ha. 

Vendemmia: Il Grillo è stato vendemmiato tra la terza decade di agosto e la prima decade di settembre, mentre l’Insolia la prima decade di settembre. 

Vinificazione: fermentazione in acciaio e affinamento sui lieviti per circa 6 mesi.

Gradazione alcolica: 13% in vol.

Temperatura di servizio: 8-10°C.

Curiosità: il nome deriva da una forma dialettale: “dare adènzia” in siciliano significa ascoltare.

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