La Moretta o le Morette?

di Vignadelmar 06/12/18
435 |
|
la moretta di fano

Curiosità e aneddoti sulla Moretta di Fano, un caffè corretto con un mix di liquori, zucchero e scorzetta di limone, dalle mille sfaccettature.

I miei più affezionati lettori sanno che sono fanese. E che a Fano è nata le Moretta: un caffè corretto con un mix di liquori, zucchero e scorzetta di limone. Detta così sembra facile, una cosa da niente. In realtà sulla Moretta convergono insidiose e alternative tesi di paternità, ricette segrete, mendaci ipotesi circa la sua origine non fanese e non ultima una gara perpetua su quale sia il bar o il ristorante che proponga quella indiscutibilmente migliore.

Non è un problema economico, è un problema di orgoglio, di campanilismo interno alla città e con le città vicine, di veridicità storica. E son convinto che ben pochi fanesi ne conoscono la storia esatta, documentata, inoppugnabile. Almeno fino a quando dagli archivi non verranno alla luce nuovi documenti e nuove fonti.

Devo ammetterlo, anch’io che sono uno studioso amatoriale dei costumi concittadini, fino a qualche mese fa vivevo nelle tenebre dell’errore. I primi di agosto sono tornato a Fano per affrontare una impegnativa e interessante due giorni di degustazione dedicata ai Bianchello del Metauro Doc e in questi due giorni, naturalmente, a fine pasto, ho sempre bevuto una Moretta. Alcune ottime, altre meno, com’è normale che sia. E le ho bevute al Porto, perché lì, pensavo, avrei trovato quella originale e più buona. Ma in testa da un po’ mi frullavano una serie di domande: chi l’ha inventata? Quando? Dove?

Per poter dare una risposta a queste domande ne ho parlato a Marcello di Piazza, mio ospite di quei giorni e lui perentorio mi ha detto che avremmo dovuto chiedere a Colombo, il titolare del Bar Berto, in città (dentro le mura) e non al Porto (fuori le mura). E già questo era un primo campanello di allarme: cosa ne vuol mai sapere uno di città, quando tutti sanno che la Moretta è tipica del Porto e dei pescatori fanesi? Comunque il danno era fatto, Marcello lo aveva chiamato e aveva fissato un appuntamento per il primo pomeriggio.

Ora, dovete sapere, che fare domande scomode a simili personaggioni fanesi può essere rischioso. Sia chiaro, rischioso non fisicamente ma di beccarsi qualche stentorio vaffa….in piena faccia, è quasi certezza. Stiamo parlando dello storico e anziano titolare di un famosissimo bar cittadino, che prima di lui era dei suoi genitori e che comunque è famoso per proporre una Moretta superlativa.

Giunti al bar ci siamo presentati ed ho iniziato a chiedergli notizie storiche sulla Moretta. Quando ha saputo che uno di noi tre era addirittura pesarese si è innervosito, ma quando gli ho riferito che un mio amico, uno storico pesarese, mi aveva detto che secondo lui la Moretta era di origine pesarese, è letteralmente esploso! E con lui tutti gli altri avventori del bar che curiosi stavano ascoltando la mia intervista: un borbottio minaccioso si stava amplificando. Quando però ho chiesto a Colombo di poter assaggiare la sua Moretta tutto si è calmato. Mentre la moglie preparava il sacro nettare, Colombo è andato dietro al bancone ed è tornato con un regalo, un librettino dal titolo evocativo: “La Moretta di Fano” di Gianni Volpe, edito dalla Confcommercio di Pesaro e Urbino nel 2011. Un libretto splendido, frutto di vere ricerche di archivio, documentatissimo, un autentico faro di luce sulla storia della Moretta, senza il quale questo articolo sarebbe stato ben più povero.

L’Autore e Colombo sostengono la stessa tesi: che la Moretta sia nata a pochi passi dal Bar Berto, in quello che allora era il Caffè Cavour di Armanni Giuseppe detto Trentin. Infatti nel gennaio del 1908 pubblicizzava il proprio bar come proponente “Moretta eccellente al Rhum”. Quindi non sarebbe nata al Porto ma in città. Anzi, Colombo sostiene che al Porto ci arrivò ben più tardi ma che furbescamente i portolotti (abitanti del Porto) la pubblicizzarono come di loro invenzione e si appropriarono del merito. E in effetti anche io, fino a questo incontro, pensavo che la Moretta fosse dei pescatori fanesi…..

Dal libro sopra citato voglio riportarvi un aneddoto storico che mostra quanto campanilismo esiste attorno alla Moretta. Nel 1984 venne a Fano Papa Giovanni Paolo II. Fece pranzo al porto circondato dai marinai e dai proprietari dei pescherecci. Venne il momento di fargli provare la Moretta. Il problema era decidere quale fargli provare. C’erano due candidati, uno comunista e uno democristiano. Allora gliele prepararono tutte e due e le misero affiancate e anonime sul vassoio. Il Papa scelse quella comunista, “mandando in visibilio l’Amati e facendo imprecare furiosamente il Tebaldi”.

Ah, un’ultima curiosità: il menù per il Papa era scritto in latino. Volete sapere com’è descritta la Moretta in latino? Eccola: “Nigella – potatiuncula (potiones calidae cum anisio, cafeo, coniaco, rum et cum cortice limonis”.

Ma torniamo alla Moretta del Bar Berto. È effettivamente eccellente, ben bilanciata, alcolica, non troppo dolce ma giustamente ruvida. Una vera delizia. Ogni bar, ogni ristorante propone la propria, con variazioni della composizione anche notevoli. Ma quelle aderenti alla ricetta tradizionale le riconosci subito, non sono ruffiane, edulcorate, ingentilite. Vanno dritte al cuore del bevitore che subito vi trova il conforto ricercato. Quindi credo abbia senso parlare di Morette e non di Moretta. Sta a voi cercarne esclusivamente a Fano, fra il porto e la città, quella più buona. E magari comprarne anche un po’ di preparato imbottigliato per provare a riprodurla a casa. Ma vedrete che la Moretta fanese perfetta bisogna berla a Fano, magari dopo un abbondante pasto a base di Brodetto alla Fanese.





Eventi

Dicembre 2018
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
·
·
·
·
·
·
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
·
·
·
·
·

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter "DoctorWine" per ricevere aggiornamenti ed essere sempre informato.

CANALE YOUTUBE

I NOSTRI CANALI SOCIAL