Torre del Saracino e le golosità di Gennaro Esposito

di Vignadelmar 23/01/20
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Ristorante Torre del Saracino di Gennaro Esposito

Una visita a questo ristorante è una scossa sensoriale fatta di sapori nitidi, precisi, forti, sicuramente territoriali: il mare in bocca.

Parlare di questo ristorante e del suo grandissimo cuoco/patron mi è particolarmente facile. La Torre del Saracino è uno di quei posti che in passato ho frequentato spesso e ora, dopo troppi anni di assenza, era giunta l'ora di ritornarci. 

Gennaro Esposito, detto Gennarino, nonostante la sua mole quasi pari alla mia, è uno di quei cuochi che ha segnato la storia gastronomica della Costiera, cioè di quel bellissimo tratto di mare e di terra che è la Penisola Sorrentina.

Non mi ricordo l'anno preciso, ma a disvelare al mondo l'esistenza di Gennarino e del suo ristorante fu il mai sufficientemente rimpianto Stefano Bonilli, ideatore, fondatore e direttore del Gambero Rosso. Ne parlò, ne scrisse, nei primi anni 2000, in maniera entusiastica, dando vita a un incessante pellegrinaggio laico di gourmet provenienti da ogni parte del mondo.

La mia prima visita la vissi come una scossa sensoriale fatta di sapori nitidi, precisi, forti, sicuramente territoriali: il mare in bocca. Ma anche l’occhio godeva: per i colori, gli impiattamenti e per un multisensoriale senso di gioia e leggerezza. Gennarino era molto cordiale e sorridente, quasi stordito da tanto successo, senza perdere però mai la barra a dritta.

Ora, come allora, a coordinare la sala, a creare una delle più belle e interessanti carte dei vini in circolazione, a proporre bellissimi percorsi enologici a bicchiere, c'è il bravissimo sommelier Gianni Piezzo. Affidatevi a lui senza timore: in tutte le mie visite non ho mai scelto un vino. Ha sempre scelto lui per me.

Ma veniamo alla mia visita dello scorso piovosissimo novembre. Decidiamo di andarci un sabato a pranzo. Fino a poco prima pioveva a dirotto, poi, come spesso accade da queste parti, basta un raggio di sole per restare abbagliati dalla bellezza del panorama circostante, uno dei più belli del mondo. Appena arrivati ci viene proposto un aperitivo da consumare ai divani esterni dell'adiacente torre: due bicchieri di champagne che accompagnano qualche piattino di sfiziosità che già da sole lasciano presagire il lauto pasto.

Poi passaggio in cucina a salutare Gennarino (che bello riabbracciarlo dopo quasi 7 anni!) e poi ci fanno accomodare a un tavolo fronte mare. Il menù prevede 3 percorsi degustazione da 6 – 8 – 11 portate, che comunque potrete emendare parlandone con il cameriere. Stessa cosa è possibile fare con i vini e i percorsi al calice. Come al solito ho deciso di non decidere e ho proferito la mia solita frase: “Gennarino, fai tu!”. Idem per il percorso a bicchiere, tanto Gianni Piezzo sa che deve farmi assaggiare le sue scoperte del territorio.

Alla fine, fra piatti, piattini, assaggi e assaggini, abbiamo gustato 14 portate di mare e altrettanti vini, in un lungo ma non faticoso percorso. Posso dire che Gennarino è in grande spolvero, dispensa golosità e gioia, forse con una maggiore attenzione alla forma, alla presentazione, senza perdere la voglia di stupire con la sua interpretazione di cucina del territorio. Conoscendomi ha deciso per un percorso tutto mare. Sappiate che anche sui sapori di terra non si scherza: ad anni di distanza ricordo ancora una terrina di coniglio di sublime bontà.

Davvero un grande pranzo, serviti da una brigata di sala sorridente e professionale, sempre pronta ad ascoltare ed assecondare. Io e Lei, all'uscita ci siam detti che dovremo tornare prestissimo, senza aspettare sette anni…

Prezzo dei menù degustazione da 6-8-11 portate: € 165 – € 180 – € 200, vini esclusi.

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