AAA Cercasi personale di sala

di Iolanda Maggio 06/07/22
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Cameriera di sala

La questione è più complessa di quanto non sia emerso dai numerosi post sui social e articoli sui giornali. Non è detto che siano i giovani ad essere “fannulloni”, la mancanza di personale può dipendere anche dalla pochezza dell’offerta.

È da diversi giorni che impera la discussione sulla mancanza di personale nel settore turismo in generale e nello specifico nel reperire personale di sala (e di cucina) per i ristoranti. Siamo un Paese a vocazione turistica che negli ultimi due anni è reduce da una batosta micidiale chiamata Pandemia. Questa la premessa. In tanti hanno chiuso, si sono ridimensionati, hanno tirato i remi in barca e stretto la cinghia, inventandosi nuovi modi per sbarcare il lunario e pagare conti e bollette (vedi i vari servizi di asporto, consegna a domicilio, formule più snelle, menù fissi e via dicendo). 

Ora siamo davanti alla prima “stagione” piena, senza restrizioni, e anche con un caldo anomalo anticipato che ha favorito la ricomparsa dei turisti nelle grandi città d'arte ma anche delle mini gite “mordi e fuggi” di coloro che nel fine settimana si ritagliano una boccata d’ossigeno fuori città per godere di qualche momento di pace dal tran tran quotidiano ormai sempre più frenetico e quasi inaccettabile dello stile di vita casa/ufficio/conti da pagare/soldi sempre pochi. I lunghi mesi di Covid e distanziamento sociale ci hanno resi tutti più intolleranti, più attenti a una convivialità ricercata, desiderosi di uno stile di vita più a dimensione d’uomo, del tempo di qualità per se stessi e per i propri cari.

Bene, detto questo, anche i “ragazzi” e “meno ragazzi” che prima accorrevano numerosi per rispondere alle esigenze del ristoratore di turno che aveva bisogno di due braccia in più anche solo nel fine settimana, o solo per tre mesi o quel che sia, ora sembrano essersi volatilizzati. O meglio, sembrano essersi spiaggiati davanti a un bar (perlappunto) cullati dal dolce far niente, foraggiati dalle tasche dello Stato (quindi anche proprio da quei ristoratori che durante i mesi difficili hanno continuato a pagare le tasse) con il reddito di cittadinanza e i genitori compiacenti.

Questa la visione dei più, visione semplicistica, non totalmente legata alla realtà e sicuramente fuorviante. Per prima cosa bisogna dire che fare di tutta l’erba un fascio non va mai bene e aggiungere che la locuzione latina in medio stat virtus in questa spinosa questione va sempre tenuta a mente. Vi spiego a mio parere come stanno le cose: sicuramente i fannulloni davanti al bar ci sono, c’erano e continueranno ad esserci (ma molto probabilmente un serio ristoratore che cerca un dipendente professionale e qualificato - ne converrete con me - è molto più contento che questi elementi si auto-eliminino dalla selezione). Questo a prescindere dal tanto criticato reddito di cittadinanza. 

Non voglio entrare nel merito della funzionalità di questo sostegno che lo Stato ha deciso di erogare a chi non trova lavoro né tantomeno ho le informazioni sufficienti per valutare se un sostegno alle aziende per l’assunzione di personale qualificato a tempo indeterminato sia più o meno oneroso di questo bonus fornito direttamente all’inoccupato. Ma posso invitare tutti quelli che hanno lamentato questa carenza ad una riflessione: assumereste a tempo indeterminato la figura che state cercando o è solo per compensare l’ondata di queste settimane di flusso turistico? Perché se pur offriste 1200 euro al mese netti per un lavoro di sala di 8 ore (non ci prendiamo in giro qui, sappiamo TUTTI che non sono 8 ore a turno ma ovviamente di più anche se da contratto questo va scritto), magari di sera quando amici e parenti sono a casa comodi sul divano, magari nel weekend quando i suddetti sono invece al mare al fresco. Non parliamo qui di gente scansafatiche ma di chi si fa due conti e decide che forse questo contratto a termine non va bene per pianificare un futuro. Forse passare un mese o due a cercare di fare bella figura e imparare a barcamenarsi tra i tavoli sudando sette camicie una persona che già sa che dopo poche settimane questo lavoro lo perderà non lo accetta comunque, non lo farei neanche io probabilmente, sapendo di poter contare anche sulla metà di quella cifra stando a casa al fresco, se ho un tetto sulla testa e un piatto a tavola. Voi lo fareste a meno che non ci fosse un bambino da sfamare, un mutuo o affitto da pagare, il conto in banca a zero e senza aiuti da nessuno? 





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