Osteria dal Duca a Verona, il ritrovo immancabile

di Iolanda Maggio 18/05/22
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Osteria al Duca - Verona esterni

Un’osteria - la più antica della città - a gestione familiare, che offre la cucina regionale tipica di buon livello e un’ottima carta dei vini. Cosa volere di più?

Verona, l’Arena, i vicoli eleganti e stretti, i palazzi nobili e le piazzette che spuntano a sorpresa. Questa città, un po’ come tutti noi che bazzichiamo il mondo del vino, ho imparato a conoscerla e amarla anno dopo anno, pur vivendola solo per pochi momenti e il più delle volte trascinandomi (piedi ancora dolenti) verso un tavolo per la cena dopo la giornata trascorsa in fiera a Vinitaly. 

Ho sempre amato giocare ad immaginare la Verona shakespeariana, sentendomi un po’ nel set di un teatro, la luce sempre la stessa…le ombre che si allungano in un tramonto baluginoso, il brusio a volte eccessivo della gente brulicante ed eccomi qui all’Osteria dal Duca.

Ma veniamo a noi: questo ristorante occupa il primo e secondo piano di una casa merlata del XIII secolo che appartenne alla famiglia dei Montecchi e in cui sarebbe nato e vissuto quel Romeo che, insieme a Giulietta, fu protagonista della storia d’amore più celebre al mondo.

Questi locali erano inizialmente adibiti a stallo per i cavalli, furono poi trasformati in locanda e luogo di ristoro per i viandanti, in cui si potevano gustare saporiti piatti di trippa o pastissada, accompagnati da polenta e vini del territorio. Una tradizione proseguita negli anni, che la portano a essere la più antica osteria della città.

Un locale caldo ed accogliente, arredato in stile rustico con travi a vista, una cucina di buon livello e una cantina che propone il meglio della produzione vinicola veronese a prezzi estremamente contenuti.

Una vera osteria a gestione famigliare, dove si mangiano pietanze della cucina veneta: bigoli al torchio con ragù d'asino, pappardelle al sugo d'anatra, pasta e fasoi, le quasi introvabili lumache trifolate, la pastissada de caval…

Ci veniamo tutte le volte, prenotando con largo anticipo. Due turni: 19:30 o 21:30, noi sempre al primo turno. Una macchina da guerra questa trattoria: tavoli serrati e personale di sala che ci si muove in mezzo con la dimestichezza di chi quei passi li ha fatti un milione di volte. Servizio famigliare e gentilissimo nonostante i ritmi frenetici.

Questa volta abbiamo assaggiato le ottime penne radicchio e gorgonzola, i mitici bigoli all’acciuga con uvetta e pinoli - davvero squisiti - fatti rigorosamente a mano e con quel contrasto dolce/salato che mette in pace col mondo. Tra i secondi imperdibili sia le lumache che la pastissada de caval (spezzatino di cavallo) serviti entrambi con ottima polenta. Le lumache, lo confesso, avevo acconsentito di lasciarne un po’ per l’assaggio a uno dei commensali, ma mi sono distratta e addentando l’ultimo boccone l’ho guardato mortificata per la figuraccia! Molto buono anche lo stufato di manzo.

Chiudiamo in dolcezza col salame di cioccolato anche perché pur non avendo più spazio per il dolce un pezzettino a testa ci sta.

Il costo della cena per un primo e secondo piatto è 22 euro. Conto onestissimo per le porzioni generose e la qualità dei piatti. 

Se passate da Verona andateci, in quanto a me, per la prossima fiera prenoterò per la quattordicesima volta, tante sono le volte che ho partecipato a Vinitaly.

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