Marzapane a Roma, terragno equilibrio di sapori

di Iolanda Maggio 09/04/20
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Marzapane Roma la sala

Con il cambio di chef il ristorante romano Marzapane ha guadagnato in personalità e stile di cucina, mantenendo al contempo un ambiente caldo e accogliente.

Domenica 8 marzo, festa della donna, ma una domenica surreale per le strade di Roma già semideserte appena due giorni prima dell'inizio delle misure restrittive su tutto il territorio nazionale dovute all'emergenza sanitaria ancora in corso.
 

I ristoranti però non avevano ancora ricevuto l'ordine di chiudere e, prese le "distanze", continuavano ancora a lavorare con sale però già quasi vuote. Mia mamma ed io decidiamo comunque di fare una passeggiata e andare a pranzo da Marzapane, cosa che ci ripromettevamo di fare da tempo. Eravamo già state a mangiare nel ristorante di Mario Sansone un paio di volte, quando al timone della cucina c'era la chef Alba Esteve Ruiz, e prima del restyling del locale, molto curiose quindi di provare la nuova formula di cui avevamo letto molto bene. Le aspettative non sono state affatto deluse ma anzi superate ed è stata una sorpresa piacevolissima. Quel giorno le uniche due stoiche in tutta la sala eravamo noi, gli altri clienti avevano tutti disdetto e il personale, professionale ma senza eccessi, era tutto a nostra disposizione.

Il locale è essenziale ma i tavoli di caldo legno senza tovaglia, i lampadari con lampade scoperte che cadono dal soffitto, la cucina a vista e profumi invitanti rendono l'ambiente caldo e subito accogliente. 

Iniziamo con il benvenuto dello chef Francesco Capuzzo Dolcetta: una focaccina di patate fermentate, calda, fragrante e che dà subito la cifra del cambio di rotta. Sapori distinti e audaci senza mai essere banali,  stuzzicano invitando al boccone successivo. 

Ordiniamo per antipasto vari piatti - il menù incuriosisce e vorrei ordinare tutto quanto - le patate novelle, cozze sarde e midollo di vitello con limone Meyer. Poi il paté di fegatini di volatili in gelatina che abbiamo spazzolato spalmandolo voluttuosamente su un pane fragrante, fatto in casa a lievitazione naturale per 72 ore. E ancora due spiedini, sfiziosi bocconcini cotti al grill kamado: uno di tomini e l'altro di pollo laccato con il fondo di pollo ai peperoni. Da urlo già solo questo.

Tra i vari primi, tutti particolari, scegliamo delle Pennette lisce, cannolicchi e fico. Sicuramente il primo piatto più buono assaggiato negli ultimi tempi. Amo provare piatti nuovi, ristoranti di ogni tipo ma col passare del tempo, chi come me gira tanto, saprà bene che è sempre più difficile provare quella sorta di "pelle d'oca", quel brivido che a noi gastro-appassionati corre lungo la schiena quando si assaggia un sapore nuovo ed entra subito nell'elenco dei "questo lo vorrei rimangiare al più presto". Bene ecco, queste pennette, da mangiare col cucchiaio, per me sono state questo: buone da pelle d'oca.

Per l’altro primo piatto la scelta è caduta sui Capellini “burro” di manzo e polvere di liquirizia, sempre bilanciato nei sapori e dalla consistenza quasi evanescente in bocca.

Per secondo avremmo voluto assaggiare un piatto che avevo visto tra le foto su Facebook (un ossobuco cotto all'interno di una pagnotta) e che non era purtroppo disponibile quel giorno ma lo chef alla vista delle nostre faccine tristi prova comunque ad accontentarci portando in tavola un ossobuco cotto alla griglia condito con sale e zeste di cedro...la pagnotta non c'era ma non è sicuramente stato meno buono di come me l'aspettavo nella sua disarmante semplicità. 

Come abbinamento a tutto pasto ci siamo lasciate consigliare un giovane, sapido e freschissimo Petit Arvine valdostano della cantina Le Clocher che ha accompagnato i piatti e i sapori così vari in modo molto piacevole. 

Chiudiamo con due dolci, la Torta quasi Barozzi con nocciole viterbesi e gelato alla càscara di caffè e il Meringa e panna, una sorta di millefoglie di croccante meringa alternata a soffice panna completata da balsamela (un aceto balsamico che invece di avere come base l'uva ha la mela) a compensare la dolcezza innegabile del dessert.

Posso senza ombra di dubbio dire che questa “new wave” di Marzapane, così terragna, essenziale, divertente e legata a sapori naturali e forti, cattura e convince mantenendo comunque i prezzi contenuti, che non guasta mai.

Marzapane Roma
Via Velletri 39
00198 Roma
Tel. +39 06 6478 1692
Facebook: marzapaneroma
email: info@marzapaneroma.com
http://www.marzapaneroma.com
Lunedì: chiuso
Martedì: 19:30 - 22:45
Mercoledì/Domenica Pranzo e cena

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