La Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni

di Chiara Giannotti 23/08/17
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La Madonnina del Pescatore di Moreno Cedroni

Ristorante strepitoso che da 25 anni con costanza regala grandi emozioni, sorprese sempre nuove e cucina innovativa. 

Moreno Cedroni è senza dubbio uno dei miei chef preferiti. E direi, con le sue due stelle Michelin, non solo mio. Geniale. Versatile. Spiritoso. 

Riesce con il suo estro e la sua fantasia a trasportarti con il cibo in mondi sconosciuti. Piatti che ricordano la tradizione ma la stravolgono con maestria ed eleganza, contaminati dalle sue esperienze personali, da sapori della sua infanzia uniti ai viaggi in giro per il mondo. Il tutto tradotto in veri e propri capolavori, gustativi e visivi. Le sue creazioni facevano venire voglia di essere fotografate da molto prima che esistesse la mania dei food blogger, voglia di immortalarli proprio come si fa quando si vede un paesaggio mozzafiato o un'opera d'arte. Non a caso Moreno può essere tranquillamente definito a un artista.

Non da meno è la moglie Mariella. La sala grazie a lei prende luce e ti senti accolta in un paradiso stellato. Ma un paradiso che sa di casa. Di calore. Di genuinità. E questa è una delle caratteristiche che più amo di questo posto. Con la sua dolcezza e la sua amabilità, Mariella rappresenta senza dubbio una delle più brave padrone di casa che io conosca. 

 
 



Il mio pranzo si apre con una sfera di Pan brioche lievitato con gorgonzola dolce e acciughe accompagnato da un Margarita ghiacciato. A seguire l’Ostrica cotta in griglia con lime, peperoncino e cipolla croccante, ricordo del viaggio in Vietnam. Poi è la volta della Ricciola, in salsa di porro e lemongrass, viola del pensiero, gelatina di basilico e amaranto fritto.

Piatto nuovo, del 2016, sono le Mazzancolle turgide, con maionese allo yuzu, granita di cipolle di Tropea, cipolla agrodolce e porro fumé.

Mentre uno dei piatti più storici e conosciuti della Madonnina del Pescatore è il percorso dei crudi Sushi & susci, in menù dal 1998. Comprende dal gambero con spuma succo di arancia e pomodori arrosto, alla spigola con acqua di pomodoro e uovo di pesce volante, poi l’astice scioccato con verdure alla giardiniera, capasanta con pure di patate e lime, tonno rosso con colatura di alici e conditella, e per finire, sgombro marinato con pomodorini e seitan.

Tra i primi una Lasagna di frutti di mare in bianco con salsa di cocco, prezzemolo e lime. O ancora lo storico Spaghettoro verrigni agli scampi con pomodoro fresco, zenzero, e salsa di cavolo cappuccio, creato nel 1994.

Mentre tra i secondi, il Guazzetto “al forno” di pesci, molluschi e crostacei con sentori di anice stellato, che riprende, in modo assolutamente originale, la “Padellaccia”, piatto tipico della tradizione marchigiana.

Ricordatevi di lasciare spazio anche per i dessert, come ad esempio il 25 grammi di gelato al cubo, un gelato al cioccolato bianco con salsa al frutto della passione, timo grigliato e pomelo.

 
 



Ma soprattutto per non perdere La tavola del Risiko, un altro must del posto simbolo della genialità dello chef. Ogni carrarmatino è l’essenza dolce del luogo dove risiede, e così si viaggia dall’America del Nord, con polvere di yogurt e burro di arachidi, al Continente nero con cioccolato bianco, liquirizia, limone e polvere di caffè, poi l’India con cioccolato, salsa masala e pomodoro liofilizzato, e la Siberia, con cioccolato, lampone e vodka, per rientrare infine in Europa, a Venezia per la precisione, con l'unica gelatina del mondo fatta al gusto di Spritz. 

Sono solo alcuni degli esempi dei piatti gourmet capaci di stupire occhi e palato proposti da Moreno Cedroni, che continuamente rinnova ed elabora nuove proposte e nuovi sapori.

Super romantico di sera con la sua vetrata che dà sulla spiaggia di Marzocca, attaccata a Senigallia, i suoi bicchieri di cristallo blu e le sue sculture di porcellana, è sicuramente il ristorante ideale per una sera speciale, di quelle che resteranno nel cuore sempre. 

Ma La Madonnina del Pescatore è divertente anche di giorno, grazie agli stabilimenti limitrofi, nei quali si può godere una giornata in spiaggia, sotto l'ombrellone, con il bel mare marchigiano di ciottoli e sabbia, e una pausa pranzo tutta speciale, in pieno relax, godendosi senza fretta l'ottimo cibo e la buona bevuta.

 


Anche perché la Carta dei vini merita. Grande scelta sia di nazionali con grande attenzione ai vini regionali, sia di champagne e vini internazionali. Ci sono anche parecchi formati speciali e verticali di vecchie annate. 

Il vino che ho scelto io è il Mirum di Fattoria La Monacesca,  la Riserva 2012 Verdicchio di Matelica (in carta la Magnum a €85,00) un grande esempio di Verdicchio dell'alta valle dell'Esino. La leggera surmaturazione delle uve e il lungo affinamento sprigionano sentori intensi di  frutta appassita, candita,  miele di acacia e mandorle tostate. Un corpo pieno, esaltante e rotondo che regala persistenza, profondità e longevità. 





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