L’Antico Arco al Gianicolo e il menù abbinato ai vini di Domaine Vincent Girardin

di Iolanda Maggio 26/05/21
772 |
|
Ristorante Antico Arco Roma - sala

Il ristorante Antico Arco è uno di quei posti rari dove vanno di scena con classe e senza eccessi l’ottima cucina, l’arte della grande sala e della cantina curata.

Il ristorante Antico Arco ha aperto nel 1996, in uno degli angoli di Roma che amo di più, sulla sommità del colle del Gianicolo proprio dove si gira per scendere su via delle Fornaci. Di fronte, il museo Garibaldino e a due passi lo spettacolo del “Fontanone” e il suo panorama mozzafiato che abbraccia la città eterna in tutto il suo splendore che sembra risplendere ai miei piedi mentre la guardo incantata. Vengo qui quando sono pensierosa, in quei momenti in cui voglio stare sola con me stessa, quando ho bisogno di trovare un angolo di pace nella frenesia della metropoli. Di giorno è molto bella ma la sera diventa magia.

È qui che si trova questo elegante e raccolto ristorante, una sala dall’atmosfera calda e sobria, Mattia Molica in sala incarna il maitre perfetto, di quelli che trovi nei famigerati e a volte inarrivabili tre stelle Michelin ma con l’umiltà e la dolcezza degli uomini di sala di casa nostra, dote impagabile che è già di per sé un valore aggiunto. Ai vini ci pensa il giovanissimo ma esperto Alessio Carati che gestisce la cantina ricavata dalle catacombe di San Pancrazio che conta circa 1.200 etichette. In cucina la mano sicura e talentuosa dello chef albanese Fundim Gjepali, co-titolare del ristorante

In condizioni standard (cioè pre-Covid), orario continuato da mezzogiorno a mezzanotte: da ristorante si passa a wine bar con stuzzichini e finger food e poi la sera è di scena lo spettacolo della cena, una versatilità che di questi tempi paga abbracciando un pubblico quanto più ampio possibile ma sempre in cerca di qualcosa di particolare e ben fatto. 

Ho avuto l’occasione di partecipare a una serata di degustazione con il produttore che ha visto la partecipazione di una grande cantina della Borgogna, Domaine Vincent Girardin, importato e distribuito in Italia da Cuzziol, e con l’occasione lo chef ha presentato alcuni nuovi piatti. 

I vini, dato che scrivo qui su DoctorWine, non hanno bisogno di tante presentazioni per i nostri lettori: abbiamo assaggiato un Santenay Vieilles Vignes 2017 sull’antipasto: vitello tonnato, polvere di capperi e giardiniera di verdure. Un abbinamento riuscito senza ombra di dubbi, senza tanti fronzoli, come un bellissimo matrimonio d’amore. Piatto squisito, delicato nonostante i sapori intensi dei vari ingredienti e questo vino lo ha esaltato alla perfezione. Una mano gentile quella di Fundim. 

Per la danza tra il Puligny Montrachet Vieilles Vignes 2017 e i gamberoni scottati con cremoso di patate e tartufo, stentavo a “credere” che i due ballerini avrebbero trovato una sintonia ma invece la sensualità del connubio al palato aveva il ritmo di due tangueros passionali e cadenzati. A volte vicini a volte distanti ma intriganti e armonici. I gamberoni eccellenti e patate e tartufo, beh che dire, vanno da sé.

Sul primo piatto abbiamo toccato la vetta per entrambe a mio parere. Il Meursault Premier Cru Les Genevrières 2016 da standing ovation e in abbinamento un Tortello di Carne con Ragù Genovese dove lo chef mostra la sua stoffa da vero talento. Sapori in contrasto, buonissimi entrambi. 

Chiudiamo il percorso salato con il Galletto rosolato e speziato, accompagnato con funghi, mirtilli e salsa al ginepro… qui forse un pizzico di sapidità in meno avrebbe reso il piatto ancora più buono, ma certo venivamo dalla dolcezza della genovese e non era facilissimo bilanciare il contrasto con i mirtilli. Questo piatto ha avuto il suo cavaliere nel Volnay Premier Cru Les Santenots 2017, e anche stavolta l’estrema pulizia, l’esaltazione del terroir, la differenziazione e il lavoro certosino nelle numerose piccole parcelle rendono questi vini unici, davvero una delle grandi Maison de Bourgogne. Un lavoro minuzioso che traspare nonostante i numeri di bottiglie prodotte dalla cantina la rende anche una delle più importanti dal punto di vista commerciale. 

Il Pasticciotto per dessert preparato con una frolla di nocciole e mandorle, ripieno di prugne sciroppate, accompagnato dal gelato all’armagnac è stata la degna conclusione di una cena di quelle che restano impresse nei ricordi: commensali che diventano subito amici pur non essendosi, in alcuni casi, mai visti prima. Una dimostrazione che il buon cibo, il vino che risplende nei calici, la convivialità di una sala gestita in modo impeccabile, la conversazione brillante di persone che amano il “buon vivere” che tanto appartiene alla nostra cultura sono quei piccoli grandi doni che ogni tanto bisogna concedersi, soprattutto nei momenti che appaiono più difficili o anche per una semplice coccola. 

L’Antico Arco riesce a creare questa magia, uno di quei posti rari dove vanno di scena con classe e senza eccessi l’arte della grande sala, della cantina curata tra le cui etichette potersi divertire e l’ottima cucina…la bellezza del panorama esterno la ritrovi dentro come uno specchio riflesso. 

Ristorante Antico Arco
Piazzale Aurelio, 7
00152 Roma
Tel. +39 06 581 5274
info@anticoarco.it
https://www.anticoarco.it/
Aperto tutti i giorni, tranne il martedì. 
Orario: 12:00/24:00
Prenotazioni: https://www.anticoarco.it/contatti-e-prenotazioni/
Facebook: https://www.facebook.com/anticoarcoroma
Instagram: https://www.instagram.com/antico_arco_roma/

Prodotti Correlati

  Prodotto Produttore Pubblicato il Autore Leggi
Ristorante Antico Arco
26/05/21 Redazione




Editoriale della Settimana

Eventi

Settembre 2021
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
·
·
·
6
7
8
9
21
23
24
25
26
27
28
29
30
·
·
http://www.vernaccia.it/
http://www.vernaccia.it/

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter "DoctorWine" per ricevere aggiornamenti ed essere sempre informato.

CANALE YOUTUBE

I NOSTRI CANALI SOCIAL