Epiro Roma, ricercatezza e semplicità

di Iolanda Maggio 25/08/21
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Epiro Roma - la sala

Nel quartiere San Giovanni a Roma, proprio a piazza Epiro, si trova questo locale che è una via di mezzo tra un ristorante/trattoria/bistrot dall’ambiente semplice ma dalla cucina ricercata. 

Aperto nel 2013, Epiro Roma si rinnova completamente nel 2019. Un cambio di rotta che ha portato questo ristorante gestito da Matteo Baldi, insieme ai soci Alessandra Viscardi, Marco Mattana e Marco Pucciotti, da wine bar con trattoria a vero e proprio bistrot dal curatissimo menù dove anche i piatti apparentemente più semplici, nelle mani dello chef Michele de Chirico, trovano armonia e gusto da grande ristorante. Paolo Gentile vi aiuterà nella scelta del vino, e qui dovete essere amanti dei vini naturali, di quelli dal carattere un po’ rustico e forte ma, fidatevi e affidatevi, e ne rimarrete piacevolmente sorpresi. 

Entrando c’è la prima sala, la più piccola ma quella che offre un bellissimo panorama sulla cucina a vista e sulla brigata a lavoro. Una seconda sala, più appartata, subito dopo dalla quale si accede poi al curatissimo dehor con tavoli all’aperto, una sorta di cortile interno dove poter mangiare nelle belle giornate. 

L’atmosfera è fresca, giovane e affiatata così come lo è l’intera troupe di questo locale easy-chic, stiloso e spartano al tempo stesso. Ci accomodiamo quindi nella prima sala, amo osservare quello che succede “dietro le quinte” e subito mi sento accolta dolcemente, circondata da libri di poesie (proprio sulla mensola sopra di me le poesie di Jacques Prévert e un libricino minuscolo di Yukio Mischima - scrittore giapponese -, si chiama Ali, lo sfoglio ammirata mentre mi immergo anima e corpo in questo microcosmo di stile parigino). 

Ecco che arriva il menù, non tantissimi piatti ma tutti allettanti e divertenti negli accostamenti. 

Scegliamo tre antipasti: un apparentemente classico Uovo al purgatorio servito però nella sua cocottina, finito al forno con provola affumicata e dei bocconcini di crumble salato ai pomodori secchi, buonissimo, cremoso e profumato.


La Coppa di testa è invece una rielaborazione in veste nobile di un piatto del quinto quarto romano, croccante la crosticina, armonioso l’abbinamento con la salsina di fichi e la fresca e delicata acidità del morbido formaggio caprino in accompagnamento.

Superlativo il terzo antipasto, la Quaglia alle rose...un piatto elegante da vero Maestro, ottima la quaglia, stupendo l’accostamento con le fettine sottili di patate dolci sulla quale è adagiata la carne e la lattuga arrosto dà al piatto quel tocco di affumicato che completa e bilancia l’armonia del piatto.
 

Con i primi ci teniamo più legati alla tradizione di un buon pasto domenicale: Mezzemaniche alla gricia con funghi pioppini, perfetta la cottura della pasta, ottima la qualità del guanciale dalla giusta consistenza croccante ma succulento e la spadellata di funghi aggiunge quel “quid” che strizza l’occhio alla stagionalità arricchendo di sapore un piatto già buono di suo. Squisiti anche gli gnocchi conditi con una generosa dadolata di zucca, mantecati con il castelmagno che conferisce grinta al gusto e la piacevole croccantezza è data dai semi di zucca che completano la generosa porzione.

Passiamo ai secondi: un must è la loro Fettina panata (la cotoletta), servita con purè di patate e cicoria ripassata. Un abbinamento classico, un piatto che troveresti “a casa di nonna” ma che in questo contesto regala un abbraccio tenero e rassicurante. Assaggiamo anche l’Occhio di costata di manzo servita con porcini e patate al forno e come intingolo una vellutata salsa alle more - tentati dalla visione dei piatti che arrivano al tavolo accanto al nostro - dove una stupenda coppia, marito e moglie sull’ottantina, chiacchierano tra di loro, assaggiano spazzolando ogni piatto, sorseggiando con modi eleganti d’altri tempi il vino (e questa visione da sola riscalda il cuore e parla di un posto che infonde pace - la recensione potrebbe fermarsi semplicemente scattando una foto che ritragga l’espressione dei loro volti). Promosso a pieni voti anche quest’ultimo piatto. 

A tutto pasto abbiamo seguito il consiglio di Paolo abbinando il Riesling San Rocco della cantina Castello di Stefanago, biodinamica azienda dell’Oltrepò Pavese, che con il suo sapore deciso (quasi un rosso travestito da bianco) è stato all’altezza di ogni portata.

I dolci vengono elencati a voce e anche questi attingono a piene mani dai prodotti disponibili sul mercato: proviamo una Tartelletta di frolla al cacao con crema di fichi, pezzettini di castagne e ciuffetti di meringa. A chiudere un maritozzo soffice e spugnoso come tradizione comanda farcito però con una impalpabile e buonissima crema pasticcera alla vaniglia.

Che dire? Una piazza di Roma dove non ti aspetteresti di trovare un locale dallo stile d’oltralpe ma dalla concretezza e affabilità italianissima. Provare per credere!

Epiro Roma
Piazza Epiro, 26
00183 Roma
Tel. +39 06 69317603
email: epiroroma@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/EpiroRoma/
Instagram: https://www.instagram.com/epiroroma/
Menù: https://www.facebook.com/EpiroRoma/menu
Chiuso il lunedì

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