Con.tro Contemporary Bistrot a Monte Mario

di Iolanda Maggio 05/05/21
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Con.tro Contemporary Bistrot - la sala

Un guizzo di vita enogastronomica grazie allo chef Daniel Celso, alla barwoman Samantha Parente, per non dimenticare Andrea Fiori, maestro pasticcere e consulente di fama internazionale. Merito di Marco Tosti e del suo socio Francesco Matteucci.

Ho aspettato a scrivere di questo posto speciale, non per pigrizia o per scetticismo, ma perchè quando (raramente) mi capita di sentire la “pelle d’oca” in un posto sono sempre titubante, pensando che sia una sensazione troppo soggettiva e personale per poter dire la mia anche dal punto di vista professionale e quanto più oggettivo possibile, seppure il mondo enogastronomico sia quello che meno si presta alla scissione delle due cose e solo tanta esperienza e anni di assaggi allenano palato, mente e cuore a parlare lingue diverse

Bene, fatta questa premessa, ci sono ritornata più e più volte dato che non è lontano da dove abito e in diversi momenti della giornata. Per l’aperitivo, a pranzo una domenica, a cena in famiglia o con amici e anche solo per acquistare qualche dolce dal bancone… e ora mi sento “pronta” per dire quello che penso.

Ci sono stata la prima volta scoprendolo per puro caso mentre ero sulla via di casa tornando da lavoro, era il 3 luglio e così di getto (cosa che non faccio quasi mai) ho scritto un post sulla mia bacheca Facebook postando qualche foto: “Il quartiere Monte Mario ha finalmente un guizzo di vita enogastronomica! Aperto da Marco Tosti insieme al suo socio Francesco Matteucci, meno di due mesi prima del lockdown, Con.tro Contemporary Bistrot, in via Acquedotto del Peschiera, 156, porta una ventata di bontà in questo angolo di Roma nord. Dalla colazione al dopocena. Aperto tutti i giorni. Un locale arredato con buon gusto, Daniel Celso - uno chef molto bravo in cucina con un'esperienza prestigiosa al Tino di Lele Usai alle spalle; Samantha Parente - una barwoman preparata che prepara cocktail fantasiosi e ben fatti; una selezione di vini sia in bottiglia che al calice contenuta ma da cantine eccellenti; un angolo dedicato alle pizze al taglio; bancone dei lievitati invitante così come le colorate monoporzioni. Dehors spazioso e piacevole. Che dire? FINALMENTE!”.

Ecco questa è stata l’emozione spontanea di quel momento: finalmente, sì, perchè Monte Mario, pur essendo a pochi minuti (grazie alla galleria Giovanni XXIII) da Ponte Milvio, da Corso Francia e da tutta quella zona di “movida” che pullula di locali di ogni genere, è un quartiere troppo povero di proposte gastronomiche di livello. Si contano su una mano infatti ristoranti, bar e pasticcerie (messe insieme) che valgono il palato viziato di uno che non si accontenta dei soliti squallidi cornetti scaldati al microonde la mattina a colazione o dei soliti primi con scialbi frutti di mare, paste scotte e via dicendo. Per questo quando mi sono trovata ad entrare da Con.tro mi si sono illuminati gli occhi, quasi non ci credevo! 

Non voglio parlare di “format” è un termine anglofono che non mi piace, qui si parla un'altra lingua: quella della passione, del grande spirito di sacrificio, si parla del sogno nel cassetto custodito e forgiato per anni da una coppia di amici, di soldi investiti per creare un locale che abbraccia dalla colazione al dopocena ogni momento della giornata e che si adegua ad ogni portafoglio con le sue proposte che si adattano all’ora della giornata e ai desideri dei clienti. 

Arredato con gusto, adoro le poltroncine interne in velluto blu, i tavoli dal piano effetto marmo nero con i bordi dorati, il motivo geometrico in bianco e nero del pavimento, il lunghissimo bancone che da un lato è dedicato alle pizze e dall’altro ai lievitati e alle monoporzioni dolci che sembrano piccoli capolavori. All’aperto una bella veranda che ha permesso la riapertura, sì perché pur essendo affacciati su una trafficatissima strada che porta verso via Pinetta Sacchetti e l’ospedale Gemelli, incrociando via di Torrevecchia (tristemente nota per il suo traffico mattutino), Marco e Francesco sono riusciti a creare un vero e proprio “nido”, con musica soffusa, piante e decori che ti isolano completamente da quello che succede fuori facendoti immergere in una sorta di cocoon, un piccolo nido/rifugio che ti ristora sia nel palato ma soprattutto nella mente come fosse una spa gastronomica

Grinta da vendere quindi, fiducia in una squadra affiatata di dipendenti - nonostante le ben note difficoltà del momento - qui si tiene duro e i primi risultati si iniziano a vedere, sì nelle pagine delle varie riviste e guide del settore ma soprattutto, ciò che conta di più, nel passaparola della gente.

Ma veniamo al dunque, alla parte fondamentale, il cibo! Ottimi i dolci, come già detto, buona la pizza (anche se ad essere sincera non è la cosa per cui amo questo posto) ma è Daniel Celso con la sua grande abilità e preparazione che dà quella marcia in più. Davvero una mano straordinaria questo ragazzo di cui a parer mio sentiremo parlare molto. Dai suoi cicchetti da accompagnare all’aperitivo a tutto il menù non sbaglia un colpo, come un tiratore scelto. Umile, sorridente, bravissimo. Ho assaggiato nel corso di questi mesi un po’ tutto il menù che è cambiato con la stagionalità ma anche in un crescendo dovuto sicuramente alla presa di consapevolezza e sicurezza dietro questi nuovi fornelli dove è lui il protagonista.

Dalla Tartare di Fassona Piemontese, con uovo, Parmigiano Reggiano 36 mesi e tartufo nero al super cocktail di gamberi e anguria (quando era il tempo), il suo immancabile taco croccante con agnello alla romana, bruschetta con mozzarella di bufala, lardo Gran Selezione Berteli e fichi (anche questi vanno in base alla reperibilità sul mercato), le sarde alla beccafico, l’assaggio di trippa alla romana ma anche la crocchetta al nero di seppia con gel al lime, le crocchette di baccalà, dal suo Trippamisù alla tempurina di vegetali, senza tralasciare ostriche, ricci e crudo di frutti di mare o le alici del Cantabrico servite con burro di Normandia e crostini caldi… e approposito di ricci imperdibili (se disponibili) le linguine ai ricci ma anche gli spaghettoni alle telline, gli spaghetti al nero di seppia e il risotto mari e monti con seppie e topinambur così come le fettuccine tagliate a mano con brasato di pannicolo, burro di normandia, Parmigiano Reggiano e tartufo nero. E potrei andare avanti ancora e ancora perché Daniel è uno di quei pochissimi, troppo rari chef, che davvero senza darsi quel tono da “prima donna” che hanno in tanti ma con immensa dolcezza e affabilità riesce a mettere in tavola ogni volta qualcosa che stupisce e appaga. Non ultimi i dolci preparati da Andrea Fiori, maestro pasticcere e consulente di fama internazionale, ogni volta diversi, ogni volta una delizia per gli occhi e per il palato, delle bomboniere di equilibrata dolcezza e fantasia da vendere e che ha una marcia in più sui lievitati per la colazione. 

Non ho dubbi nel dire che questo locale deve essere annoverato tra le migliori nuove entrate del panorama enogastronomico della Capitale post lockdown. Chapeau e ad maiora, per unire nei miei complimenti e nel mio augurio sia il francese - che dal punto di vista gastronomico di qualità ha fatto scuola al mondo intero - che il latino, la nostra lingua madre, dove affondano profonde le radici di questi due signori che hanno fatto di un sogno una fantastica realtà e a cui auguro di continuare con la tenacia, la resilienza e lo spirito determinato che traspare in ogni loro gesto questo percorso iniziato nel momento più difficile degli ultimi 80 anni della storia del nostro Paese. 

Con.tro Contemporary Bistrot
Via Acquedotto del Peschiera, 156
00135 Roma
Tel. +39 06 20976987
E-mail: ciao@controbistrot.it
Sito Web: http://www.controbistrot.it/
Facebookhttps://www.facebook.com/controbistrot
Instagramhttps://www.instagram.com/contro_contemporary_bistrot/
Menùhttps://www.facebook.com/controbistrot/menu
Orari: Aperto sempre dalla colazione al dopo cena
Chef: Daniel Celso
Pastry Chef: Andra Fiori

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Con.tro Contemporary Bistrot
05/05/21 Redazione Aperto Sempre Chef: Daniel Celso




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