Ch1887, cocktail bar e cucina romana

di Iolanda Maggio 21/02/17
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Ch1887, cocktail bar e cucina romana

Checchino 1887 non ha bisogno di tante presentazioni: è il tempio della cucina tradizionale romanesca nel quartiere Testaccio con 130 anni di storia alle spalle. È qui che è nata la cucina del quinto quarto quando alla fine del 1800 fu costruito proprio dall’altra parte della strada rispetto a quella che all’epoca era una semplice rivendita di vino e olio, il mattatoio di Roma. Da allora tanta strada è stata fatta dalla famiglia Mariani, da sei generazioni proprietari di questo storico locale.


Una famiglia di coraggiosi appassionati, di determinati lavoratori e di innovatori. Sì, innovatori, perché, citando Oscar Wilde, cos’è la tradizione se non un’innovazione ben riuscita? Proprio qui dove dalla cucina arrivano i profumi dei sughi più tipici (basti pensare che uno dei piatti simbolo della cucina romana, la coda alla vaccinara, fu creato proprio tra questi fornelli dalla loro ava sora Ferminia), dove le pareti stesse parlano di storia e in cantina si vede benissimo la struttura del Monte dei Cocci fatto di anfore romane, proprio qui si è parlato per la prima volta di abbinamenti con vini importanti, anche d’Oltralpe, quando l’abbinamento scontato per la cucina di trattoria era il fiasco di vino bianco o rosso della casa. Visionari quindi quando negli anni ‘70 misero insieme una carta dei vini da oltre 600 etichette. I primi ad avere un carrello delle grappe ideato insieme alla famiglia Nonino, definito da Veronelli ‘la carta solare delle grappe di Checchino’. Insomma è stata la famiglia Mariani a dimostrare che la cucina tradizionale romana poteva non essere relegata solo alle più umili osterie ma poteva benissimo diventare cucina da ristorante di classe.



Ora è la volta di un nuovo passo avanti, storico e anche questo visionario: Simone Mina , figlio di Marina Mariani (oggi ai dolci) e nipote di Elio e Francesco Mariani (in cucina e in sala), barman Aibes e brand ambassador del rum guatemalteco Botran, ha inaugurato il 3 Febbraio un cocktail bar di respiro internazionale proprio nella sala al piano superiore rispetto al ristorante: il Ch1887.

“Mi sono ispirato ai bar che ho visitato in giro per il mondo, soprattutto quelli spagnoli e sudamericani, luoghi di aggregazione, di barman-pirati, pronti ad osare lì dove il buon senso direbbe di non farlo. Luoghi in cui la gente, e il barman prima di tutti, è più sorridente e l’ambiente del bar meno formale e più rilassante rispetto a quelli che abbiamo qui in Italia”.


Una carta dei cocktail impressionante, curatissima e originale, che conta 64 proposte. Dai grandi classici, ai twist come il Negroni a base rum e Vermouth bianco, ai signature drink. Sembra essere quasi un piccolo giro del mondo che trasporta il cliente in posti esotici, caldi, dove la mente è libera dai problemi del quotidiano e la caotica città fuori sembra lontana anni luce. Cocktail con tocchi esotici di spezie e distillati di pregio senza tralasciare il richiamo ricorrente ai tipici aperitivi italiani come negroni, martini e spitz, in chiave personalissima ovviamente, anche con l’aggiunta di liquori di erbe dell’azienda laziale Sarandrea e profumi più familiari come il finocchietto o la rucolina.



Ogni proposta è accompagnata da una breve spiegazione in carta, come un piccolo racconto che a volte spiega com’è nata l’idea del drink, a volte invece è un piccolo aneddoto sulla storia del distillato. E poi arriva il bello: tutti questi cocktail sono abbinabili ad assaggi della solida e intramontabile cucina di Checchino. Suonerà strano, dato che non siamo abituati a pasteggiare con un superalcolico, ma non è così inusuale in tantissimi altri posti nel mondo e la cucina romana, ricca, saporita e di sostanza si presta perfettamente a questo genere di abbinamento. Si possono ordinare quindi delle “scarpette” con le salse: delle bruschette condite con il sugo della coda alla vaccinara, con pecorino e salvia e sugo di amatriciana. Oppure con taglieri misti, le zuppe ma anche i classici primi piatti, fino ai dolci come i biscottini di frolla allo zenzero e alla cannella. Abbinamenti incredibilmente indovinati che vale davvero la pena provare per un aperitivo fuori dal comune o per trascorrere una serata alternativa con gli amici. Un posto giovane, divertente e senza regole, incastonato in un contesto che più tradizionale di così non si può, in altre parole un mix vincente.

Unica raccomandazione da parte di Simone: #Dresscodesmile!







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