Almare, in alto il pescato locale

di Vignadelmar 24/07/18
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ristorante almare fano pesaro urbino marche Antonio Scarantino

Al ristorante Almare di Fano il cuoco siciliano Antonio Scarantino fa centro proponendo cucina di pesce dal pescato locale, soprattutto pesce azzurro.

In occasione della 16° edizione del Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce (vedi qui il mio articolo) sono andato a provare il ristorante Almare di Fano. Me ne era giunta voce, ma devo la visita all’organizzazione del Festival stesso. Per me si è trattato anche di un insperato e personale viaggio nella memoria, perché giunto sul posto mi son reso conto che la famiglia di proprietari è quella di Nicola, un mio amico di scuola delle elementari, che non vedevo da quarant’anni!

A Fano ci sono due spiagge: a nord del porto, il Lido (sabbia); a sud del porto, la Sassonia (sassi). Qui siamo in Sassonia, vicino alla pista dei Go Kart, in una struttura ultra moderna, quasi di stampo scandinavo, tutta cemento, vetri e acciaio, piena di luce. Di fronte al mare, quasi dentro il mare.

Praticamente solo cucina di pesce, declinata in vari menù degustazione, di cucina tradizionale e via via più internazionale; e in un vario menù alla carta.. Il cuoco è il trentenne siciliano Antonio Scarantino, che dopo aver fatto esperienze in giro per il mondo pare abbia trovato qui la sua giusta collocazione, senza dimenticare tecniche, sapori e profumi anche lontanissimi.

Lo sapete, secondo me la stragrande maggioranza del pubblico ne ha fin sopra i capelli della cucina gourmet, della cucina concettuale, che ormai si fruisce solo nelle grandi occasioni. Vuoi per stanchezza, vuoi per i prezzi, si va sempre più cercando una cucina con le radici nella tradizione, con materie prime conosciute, locali, meglio se povere, magari reinterpretata dal cuoco.

In tutto questo Antonio gioca il suo ruolo e secondo me riesce a colpire maggiormente al cuore il cliente proprio quando si avvicina alla concretezza, alla forza, alla sapidità, al conforto, dategli dal pescato locale, in maggioranza pesce azzurro. E allora da applauso sono le Alici con pane raffermo pomodoro e basilico; lo Sgombro cotto a bassa temperatura su composta di cipolle rosse aromatizzate al ginepro; le Capesante con fondente di cavolfiore tardivo di Fano; il Coniglio in porchetta con rana pescatrice e bietole.

Ripeto, le proposte sono davvero numerose, forse troppe, in grado di soddisfare molti palati differenti in tempi ragionevolissimi. Tutto preparato da una brigata di cucina di una decina di persone, per un pubblico di una sessantina di persone, sia a pranzo che a cena.

Sta a voi scegliere che tipo di percorso vogliate fare. Una formula, questa, che in pochi anni di apertura sta avendo un enorme successo di pubblico, anche per i prezzi molto ragionevoli di ogni proposta, ben lontani da alcuni esempi non troppo lontani.

Siccome siamo su DoctorWine è giusto parlare anche della carta dei vini che secondo me giustamente rivendica l’appartenenza territoriale della maggior parte delle proposte, con Bianchello del Metauro e Verdicchio che la fanno da padrone, senza dimenticare anche il sud della regione e qualcosa da fuori. Tutti proposti con un giusto ricarico, mai fuori misura.

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