Ugo e Aldo

di Daniele Cernilli 03/06/12
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Ugo e Aldo

Sono mancati ad una settimana di distanza uno dall’altro due fra i patriarchi del vino italiano, Ugo Contini Bonacossi ed Aldo Conterno. Due persone che con la loro opera hanno contribuito a determinare quel Rinascimento enologico nazionale che è partito agli inizi degli anni Settanta ed è in corso ancora oggi.

Ugo Contini Bonacossi, proprietario della Tenuta di Capezzana nel Carmignano, fu lo storico presidente della Vide (Viticoltori Italiani d’Eccellenza), un’associazione fortemente voluta da Gino Veronelli e che ebbe fra i suoi aderenti personaggi quali Mario Schiopetto, Marta Galli, Marco Felluga, Marco de Bartoli, Maurizio Zanella, Carlo Nerozzi, Emilio Rotolo, per citare solo quelli che mi vengono in mente. Ai suoi esordi anche un giovanissimo Vittorio Fiore, enologo di Caparzo fin d’allora, che fungeva da segretario. Ugo aveva appena compiuto 91 anni, era del 1921, l’avevo incontrato pochi mesi fa, all’anteprima del Carmignano, e mi aveva riaccompagnato da Capezzana a Firenze guidando impeccabilmente la sua auto mentre ascoltavamo e commentavamo la Quinta Sinfonia di Beethoven. Rimarrà un ricordo carissimo e indimenticabile per me. Come resterà la sorpresa, amara, di una perdita che, nonostante l’età, era davvero imprevedibile per lo stato di lucidità e di efficienza fisica eccezionali che dimostrava in continuazione.

Aldo Conterno per le Langhe è stato un vero caposaldo. Dopo il suo rientro dagli Stati Uniti, dove era emigrato giovanissimo dopo la Seconda Guerra Mondiale, e dove aveva preso la cittadinanza americana combattendo, fra l’altro, nella Guerra di Corea, riuscì a mettere in piedi una delle più belle aziende del comprensorio del Barolo. Figlio di Giacomo e fratello di Giovanni Conterno, che è scomparso anch’egli qualche anno fa, Aldo portò una ventata di vivacità intellettuale ed imprenditoriale come nessun altro. Realizzò vini, come il Barolo Gran Bussia Riserva, che hanno segnato la storia della vitienologia di Langa ed è stato un vero faro per tutta la zona. Lo avevo intervistato due anni fa insieme a Bruno Giacosa per il Gambero Rosso Channel e aveva dimostrato una volta di più la sua intelligenza e la sua grande apertura mentale, parlando delle principali questioni legate al mondo barolista con grande lungimiranza.
Due grandi persone che se ne vanno, davvero.





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