Quel che resta del Gambero

di Daniele Cernilli 26/03/18
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L'ingresso del Gambero Rosso nel Gruppo Class sancisce l'inizio di una nuova era per la Holding capitata da Paolo Cuccia, da casa editrice ad azienda multimediale.

Le ultime notizie che riguardano il Gambero Rosso raccontano che è approdato al Gruppo Class, apportando valore e capitali freschi. Che Paolo Cuccia, proprietario del 70% circa della Pin Spa, proprietaria della Gambero Rosso Holding, ha ricevuto in cambio circa il 28% delle azioni di Class Editore e ne è divenuto l’Amministratore Delegato. Che, insomma, è partita una nuova storia per il Gambero Rosso che nel frattempo ha anche cambiato pelle ed è divenuto qualcosa di molto diverso da quello che era stato quando al timone c’era Stefano Bonilli, che lo fondò e lo diresse fino al 2008, e in parte anche il sottoscritto.

Allora era prevalentemente una casa editrice, oggi è un’azienda multimediale, fornisce servizi, organizza eventi internazionali, consulenze di marketing, propone corsi di cucina e di vino, collabora con diverse Università, realizza un canale televisivo in proprio sulla piattaforma Sky, ha un sito on line di grande successo. La parte editoriale classica conterà, a detta del Direttore Generale Luigi Salerno che me lo comunicò l’anno scorso, sì e no per il 10% di tutte le attività aziendali. Del Gambero Rosso degli esordi resta ben poco, quindi, ma questa non è di per sé una cattiva notizia. I tempi sono cambiati in modo profondissimo, l’editoria pura è in crisi forse irreversibile, e soltanto dei sistemi misti possono reggere l’impatto dei cambiamenti che stiamo attraversando.

Forse manca il romanticismo degli inizi, forse la spinta propulsiva di un gruppo di giovani appassionati di cibo e di vino, fra i quali oltre a Bonilli e a me c’erano anche Carlo Petrini, Gigi Piumatti, e giornalisti di vaglia come Raffaella Prandi, tanto per fare i nomi di alcuni fra i pionieri, non c’è più. Però c’è un’azienda che va in borsa e che sta ottenendo ultimamente discreti risultati e che, contrariamente a quanto si è malignamente detto e scritto da più parti in passato, entra in Class Editore con un ruolo quasi salvifico e non in posizione laterale, per salvare la propria esistenza, anzi.

Questo perché i singoli passano ma le aziende restano, se sono tali e non semplicemente delle estensioni delle personalità dei propri artefici iniziali. Si cresce e si cambia, insomma, proprio come nella vita di ciascuno.





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