Nemici del popolo

di Daniele Cernilli 19/02/18
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Aver richiesto una normativa precisa per la locuzione “vino naturale”,  aver sostenuto che l’enologia moderna non vada demonizzata e che non c’è una sola via per l’eco-sostenibilità ha portato diverse persone a considerarci “nemici del popolo”.

Prendo spunto da una deliziosa commedia di Henrik Ibsen, che trattava proprio di cosa può capitare quando si dicono verità scomode, perché da qualche settimana c’è chi mi considera un “nemico del popolo”. Sono in buona compagnia. Con me c’è Umberto Trombelli, enologo di valore, e Luigi Moio, professore di enologia all’Università Federico II di Napoli.

Siamo stati additati sul web al pubblico ludibrio perché, in modi diversi, abbiamo provato a sostenere che evitare l’uso di alcune pratiche enologiche in nome di una presunta “naturalità” dei vini, può essere sconsigliabile come e più dell’uso di solforosa, per esempio. Nessuno ha detto che in tutti i vini cosiddetti “naturali” questo accade sempre, ma solo che bisogna tenere sotto controllo anche la formazione di acetaldeide, di ammine biogene e di ocra tossine, che in certe situazioni si formano con maggiore facilità.

Per quanto mi riguarda ho anche sottolineato più volte di non avere nulla contro chi s’impegna nella produzione di vini sostenibili, nel rispetto dell’ambiente e cercando di tutelare anche la salute dei consumatori. A produttori come questi va tutto il mio rispetto e la mia considerazione. Senonché, proprio a tutela dei consumatori, cosa che credo stia a cuore a tutti, ritengo che una normativa precisa e per legge del termine “vino naturale” debba esserci, che demonizzare l’enologia moderna sia sbagliato e controproducente e che non c’è una sola via per ottenere quei risultati di eco sostenibilità che tutti si augurano.

Apriti cielo. Nonostante tutto questo una serie di personaggi, alcuni coperti da nickname, hanno pensato di riversarci addosso fiumi di insulti, hanno provato a delegittimare i nostri ragionamenti, accusandoci di chissà quali macchinazioni e di chissà quali interessi occulti, hanno difeso in modo francamente inopportuno posizioni talvolta indifendibili e teorie che non presentavano alcuna evidenza scientifica. Senza mai entrare nel merito, criticandoci “a prescindere”, solo perché trovavano il nostro modo di argomentare contrario a convinzioni quasi fideistiche e a un mondo che non può né deve essere discusso.

Forse è un segno dei tempi.

Forse scienza e raziocinio non sono particolarmente di moda.

Forse non è molto chiaro che stiamo parlando di vino, che la viticoltura da sola non salverà il pianeta e che chi fa vino e chi ne parla non ha scoperto la penicillina

Forse una voglia irrefrenabile di catalogare chiunque appanna la vista fino al punto di non capire cosa c’è veramente scritto e cosa si sta effettivamente sostenendo.

Siamo “nemici del popolo” punto e basta.





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