Il Weinstein dei fornelli

di Daniele Cernilli 11/06/18
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Il Weinstein dei fornelli firmato doctorwine editoriale Daniele Cernilli

Negli Usa sta facendo scalpore lo scandalo sessuale che vede coinvolto il famoso chef Mario Batali, accusato di organizzare “festini” coinvolgendo forzatamente le sue collaboratrici.

Lo scorso 20 maggio la trasmissione Sixty Minutes della rete CBS ha ampiamente trattato dello scandalo sessuale nel quale è implicato lo chef Mario Batali, socio, o ex socio, di Joe Bastianich nella proprietà e nella gestione di una ventina di ristoranti in diverse nazioni.

Il conduttore Anderson Cooper ha rilanciato in modo durissimo l’argomento che già aveva fatto scalpore, costringendo Batali a fare passi indietro nella sua attività e soprattutto nell’ambito delle società che aveva con Bastianich, ma che forse non era ancora stato approfondito con la dovuta attenzione. Cooper ha intervistato nove ex collaboratrici che hanno riferito di una vera e propria organizzazione di festini e di coinvolgimenti “inappropriati”, per dirla con grande delicatezza (la stessa che Batali non ha minimamente dimostrato) di ragazze che subivano pressioni di ogni genere per essere costrette a parteciparvi. In un caso una giovane donna che non ha voluto mostrare il suo volto ha persino raccontato di essere stata drogata e abusata contro il suo volere, cosa che se fosse vera sarebbe definibile come una vera e propria violenza carnale.

Un disastro, insomma, qualcosa della quale molti negli Usa parlano, visto che Batali è un personaggio famosissimo anche in televisione, dove per anni è stato il conduttore del popolarissimo programma The Chew sul canale ABC.

Le conseguenze non si sono fatte attendere. La rete ABC ha eliminato Batali dalla prossima edizione di quella trasmissione, ma addirittura i responsabili dell’Hotel The Venitian di Las Vegas hanno comunicato che il ristorante gestito da Batali e Bastianich all’interno dell’albergo, chiuderà il prossimo 27 di luglio e Joe Bastianich ha dovuto mandare personalmente una lettera di licenziamento a 350 dipendenti.

E siamo solo all’inizio.

Il comportamento che lo stesso Batali ha chiamato deeply inappropriate, e che io mi sentirei di definire intollerabile, indifendibile e indecente, potrebbe essere duramente sanzionato dai tribunali americani e non è escluso che la star dei fornelli possa continuare la sua attività in una prigione federale.

In Italia ne ha parlato La Repubblica, ma mi sembra che un caso così grave non abbia avuto l’attenzione che avrebbe dovuto avere da parte della stampa. Tra l’altro apre un vaso di Pandora non proprio piccolo, perché negli Usa da più parti sono piovute accuse sul modo con il quale in una parte della ristorazione è considerato il ruolo delle donne, e dopo la questione Weinstein l’argomento sembra all’ordine del giorno anche tra i fornelli.

Non sarebbe un male se qualcosa cambiasse una volta per tutte. Sarebbe una vittoria per tutti e un passo avanti costruito sul rispetto e sulla civiltà, che saranno anche argomenti triti e ritriti, ma se bisogna ripeterli forse qualcosa non sta funzionando.





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