Il sassolino del Sassicaia

di Daniele Cernilli 26/11/18
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Tenuta San Guido Sassicaia 2015 vino migliore del mondo

Provincialismo. Non c’è altro modo di definire l’atteggiamento di chi magnifica Wine Spectator per aver messo al primo posto della sua classifica dei migliori vini del mondo il Sassicaia, quando criticava noi per aver fatto lo stesso. Ma due mesi prima.

Stavolta il sassolino dalla scarpa me lo tolgo, perdonatemi. Perché dopo essere stato aspramente criticato da più parti, a iniziare da quando il Sassicaia 2015 è stato premiato al Biwa, e per finire quando gli abbiamo attribuito 100/100 sulla Guida Essenziale del 2019, visto che ci ha pensato Wine Spectator a confermare il giudizio, facendogli vincere la Top Hundred che pubblicano annualmente, allora tutti santificano quel vino.

Le bottiglie volano via in tutto il mondo, Bruno Vespa ne tesse le lodi nella sua trasmissione. Lo avevamo, lo avevo detto due mesi fa, ma noi, io, Luca Gardini e company, se non siamo tutti italiani siamo però persone che parlano “solo”, o in prevalenza, al mondo italiano, quindi non abbiamo cittadinanza nei luoghi che “contano”.

La notizia è Wine Spectator e non noi che avevamo bruciato tutti, esponendoci e prendendoci anche un bel po’ di palate di letame sul web, con gente che nella migliore delle ipotesi ci ha additato come esaltatori dei “soliti noti”. Il fatto che la verticale di Sassicaia, con punteggi stratosferici fin dal primo momento alla versione del 2015, fosse stata pubblicata qui su DoctorWine, poi su L’Assaggiatore Onav, poi avesse vinto la classifica del Biwa e il premio come “vino rosso dell’anno” sulla Guida Essenziale, non era interessante.

Ci arrivano gli americani, che giudicano da NYC, da anni non mettono piede a Bolgheri, arrivano due mesi dopo rispetto a noi, e questo è quello che conta. Come lo chiamate? Provincialismo? Esterofilia? Intendiamoci, va bene così, io per primo sono felice che il premio sia andato a un grande vino italiano, e, ci aggiungo, con un trionfo per il tricolore completato dal terzo posto del Chianti Classico Riserva 2015 del Castello di Volpaia, che “by the way”, è ottimo ma un po’ meno della selezione Coltassala, sempre di Volpaia, che invece non appare in classifica ma è stata premiata sulla Guida Essenziale.

Quello che mi permetto di far presente è solo l’ingenuo stupore dei “media” di casa nostra, che a me e a Gardini riserva un trattamento annoiato e disattento, salvo poi intonare peana quando qualcuno dagli States fa, in ritardo, la stessa cosa che abbiano fatto noi due mesi prima. È come portare in trionfo non chi ha vinto la gara, ma chi è arrivato secondo o terzo, solo perché ha un nome più famoso.

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