Il Morellino di Erik

di Daniele Cernilli 27/07/20
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Daniele Cernilli e Erik Banti Morellino di Scansano Cru Ciabatta 1985

Un incontro con i protagonisti dell’epoca è stata l’occasione per aprire una magnum del Morellino di Scansano Cru Ciabatta 1985 di Erik Banti.

È vero, il Morellino di Scansano esisteva anche prima che Erik Banti cominciasse a produrlo nel 1981, ma era un vino locale, lo conoscevano in pochi e principalmente per la sua versione dolce, una sorta di Vin Santo rosso che in Maremma si beveva fuori pasto con i dolci secchi. Esistevano cantine tradizionali, come Sellari Franceschini, c’era in giro qualche bottiglia di Mantellassi. Poca roba però, e fuori dai confini della provincia di Grosseto trovare del Morellino era davvero un’impresa. 

Poi accadde che un signore, Erik Banti, appunto, che prima di allora aveva una famosa agenzia di viaggi a Roma e che si era inventato i primi wine tour in Italia, con la collaborazione di Stefano Milioni, geniale gastronomo fin da quei tempi, e la supervisione di Gino Veronelli, decise di cambiare vita. Le cose non andavano molto bene per la sua attività, che chiuse di lì a poco, e si trasferì in un piccolo paesino della Maremma, Montemerano, tra Manciano e Saturnia. Lì c’era una casa di famiglia, e c’erano anche dei vigneti dai quali si otteneva un vino rosso che si vendeva sfuso in zona. 

Erik Banti era un appassionato di vino, conosceva tutti i migliori del mondo, avendo girato in lungo e in largo. Non poteva far rimanere le cose in quel modo. La vendemmia del 1981 arrivò di lì a qualche mese, lui si dotò di una pressa nuova, di qualche botte, riorganizzò la cantina e fece il suo primo Morellino. Quando fu pronto lo imbottigliò, mettendogli un’etichetta di design, realizzata proprio dal suo amico ed ex collaboratore Stefano Milioni, e che è quella beige con i due piccioni disegnati che c’è ancora, e iniziò a girare per tutte le enoteche e per i maggiori ristoranti di Roma per venderlo, riuscendoci perfettamente, da ex cliente qual era. Poi si ricordò che sua madre era danese, che in Danimarca aveva molti amici, e iniziò a esportarlo anche lì. 

In men che non si dica tutto il vino fu venduto e, soprattutto, parecchie persone cominciavano a sapere cosa diavolo era il Morellino di Scansano, rosso, secco, non troppo costoso e molto piacevole da bere. 

Qualche anno più tardi identificò un vigneto particolare, con viti vecchie di 50 anni, che tutti chiamavano La Ciabatta per la forma che aveva. Iniziò a produrre un Super Morellino con quelle uve, usando botti più nuove, e nacque il Cru Ciabatta che vide la sua prima versione nell’annata 1985. Ecco, di quel vino conservavo ancora una magnum che Erik mi aveva dato quando nel 1987 sulla guida del Gambero Rosso gli assegnammo uno fra i primissimi “tre bicchieri”. 

Milioni, che oggi vive all’estero, passava per Roma, Erik abita a Saturnia, ma magicamente sono riuscito a farli incontrare e ad aprire finalmente quella bottiglia all’enoteca Il Goccetto, che fu tra i primissimi clienti di quel vino. Temevo fosse decotta, invece è stato uno dei migliori assaggi di quest’anno. Integro, ben sostenuto dalla componente di acidità, con i profumi che conservavano sentori fruttati, di una giovinezza imprevedibile. Un grandissimo Morellino e un grandissimo vino. 

I racconti e i ricordi sono stati più belli bevendolo.

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12/04/13 Redazione




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