Il Gambero rettifica

di Daniele Cernilli 02/12/13
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Il Gambero rettifica

L’avvocato Alessandro Sala, per conto della GRH Spa, manda una richiesta di rettifica. Non ho alcuna difficoltà ad aderire, non intendo iniziare procedimenti legali con la società per la quale ho lavorato per oltre vent’anni, non l’ho fatto uscendone tre anni fa e non lo farò neanche adesso. Non solo, ma avrei potuto inserire questa rettifica fra gli interventi che sono arrivati per quell’editoriale, invece, a scanso di equivoci e di future incomprensioni, do lo stesso spazio e la stessa risonanza alla rettifica, lasciandomi solo uno “siparietto” per le considerazioni del caso.

 

RETTIFICA RICHIESTA DALGAMBERO ROSSO HOLDING SPA

Il Gambero Rosso, con riferimento a quanto pubblicato nell’articolo “Il declino delle guide dei vini”, precisa che nelle sue Guide il rapporto tra numero dei premiati e produttori analizzati è indicato sulle copertine delle varie edizioni.

Prendiamo come campione e analizziamo le edizioni dal 2005 al 2014.

Il dott. Cernilli si è occupato della loro redazione fino al 2011 e, dal 2005 al 2011, i produttori selezionati sono passati da 2.057 a 2.350 mentre i vini premiati con i 3Bicchieri sono passati da 264 a 402 aumentando di 138 unità in sette anni: ne consegue che l’incremento di premiati si è attestato al 50% del numero iniziale di periodo mentre, nello stesso lasso di tempo, gli imprenditori soggetti a selezione sono stati solo 293 in più, con un incremento del 15% circa.

Dopo le dimissioni del dott. Cernilli sono stati attribuiti i 3Bicchieri a: 375 vini nell’edizione 2012, con analisi di 2.350 imprese; 399 vini nell’edizione 2013, con visite a 2.350 imprese e 415 vini per l’edizione 2014, con visite a 2.360 viticoltori.

Il rapporto tra candidati valutati e vini premiati ha registrato una crescita costante mentre era il dott. Cernilli responsabile del settore e, del resto, il miglioramento della qualità avvenuto in quegli anni è un fatto risaputo.

Negli ultimi tre anni il numero di produttori analizzato è rimasto sostanzialmente invariato: 2.350/2.360 aziende e s’è verificato un leggero decremento dei premiati rispetto all’ultima edizione pubblicata con la supervisione del dott. Cernilli (- 27 nel 2012 e -3 nel 2013).

Questi dati smentiscono l’analisi contenuta nell’articolo e dimostrano che proprio nelle ultime tre edizioni la Guida ha dato il riscontro di una maggiore stabilità della “qualità” del vino italiano; il rapporto numerico tra produttori selezionati e vini premiati testimonia che l’analisi è sempre avvenuta con imparzialità e gli scostamenti sono quelli dovuti al prodotto che muta con il mutare delle vendemmie e varia a seconda della competenza di chi vinifica.

In definitiva risulta evidente che il Gambero Rosso ha premiato solo i prodotti che lo meritavano e non è stato affatto ampliato quello che è stato irrispettosamente definito “parco buoi”: infatti non può essere così definita una intera platea di imprenditori che, nonostante il momento economico poco felice, continuano a migliorare il prodotto e a tenere alto il livello qualitativo della produzione italiana.

Cordiali saluti,

avv. Alessandro Sala

per conto di Gambero Rosso Holding spa

 

Come vedete l’avvocato Sala mi saluta cordialmente, ed io con cordialità faccio notare quanto segue. Forse, esprimendomi male, non ho precisato che la cosa che mi aveva stupito era il raggiungimento di 415 “Tre Bicchieri”, il record di sempre, sulla guida Vini d’Italia del 2014. Guida che ha valutato vendemmie che non mi sembravano così superiori a quelle precedenti. Nella fattispecie la 2011 e la 2012 per la maggior parte dei bianchi del Nord Est, la 2009 per i Barolo, la 2008 per i Brunello di Montalcino. Valutando nel merito, ad esempio, sulla guida del 2005 i premi erano molti meno anche perché alcune delle annate dei vini maggiormente premiati non erano particolarmente felici, alludo alle vendemmie 2002 e 2003.

Detto questo, al Gambero dispiace che io abbia messo in relazione l’effettuazione dei roadshow con il lievitare del numero dei premi. Loro dicono che non è così e invito tutti a crederci, per carità. Così come invito a credere che non avvengono improprie pressioni da parte del “management” sui collaboratori, che nessuno chiede ad alcuni di loro di fare telefonate ai vari produttori per invitarli a partecipare alle manifestazioni e così via. E’ tutto falso e chi sostenesse il contrario se ne dovrebbe prendere tutte le responsabilità. Lo dico perché di “gossip” in questo senso ne ho sentiti, non ricordo bene da chi, ma se li avessero sentiti anche i nostri lettori, invito loro a non crederci. Tutti i vini premiati sono meritevoli, superano l’asticella che viene collocata ogni anno, magari la quota può essere leggermente differente, ma si tratta di minuzie. Mi fa piacere che il Gambero rettifichi, sono contento che tutto vada così bene e che, alla fine, il vero colpevole dei troppi premi sia evidentemente io. Non essendoci più, ogni problema è risolto. Ognuno può giudicare, in silenzio, mi raccomando, e nel rigoroso rispetto dell’onorabilità, dell’attendibilità di tutti.

Un’ultima annotazione. “Parco buoi”, citato oltretutto fra virgolette, è una normale definizione presente spesso nel linguaggio economico e finanziario. Poi era anche un modo ironico per esprimere un concetto, le virgolette servivano a questo. Ma l’ironia non posso proprio pretenderla in questo caso.





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