Il cambiamento climatico e il vino

di Daniele Cernilli 08/11/21
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biodiversità

Il mondo del vino non è determinante nel combattere i cambiamenti climatici, ma può essere un esempio di comportamenti corretti, in termini di produzioni sostenibili e della difesa della biodiversità.

Diciamocelo chiaramente, il vino non salverà il mondo dal cambiamento climatico. Sono l’uso di combustibili fossili, la produzione di anidride carbonica e il conseguente effetto serra. Poi ci sono anche gli allevamenti intensivi, la deforestazione, l’agricoltura pesantemente industrializzata. Produrre vino ha un’importanza relativa in tutto questo, niente a che vedere con la coltivazione di soia, grano, riso e mais, insomma. Però il mondo del vino è una sorta di “primario avanzato”, ha una grande immagine e può essere un esempio e un’apripista, pur nella consapevolezza che da solo non potrà determinare inversioni di tendenza. 

Quello che può fare è far parlare di quanto accade in termini di produzioni sostenibili, di viticoltura biologica, di ricerca nei settori della viticoltura compatibile, della difesa della biodiversità, della consapevolezza e della passione che molti produttori stanno mettendo per cercare una quadra con i problemi che devono affrontare, anche in termini di cambiamenti climatici, che sono in massima parte determinati da altri settori produttivi, ma che poi colpiscono anche loro. 

Nel frattempo abbondano convegni e dibattiti sul tema, ci sono stati quello di apertura della manifestazione Sicilia Doc, durante la quale è stato presentato la Fondazione SOStain Sicilia, poi quella di Costigliole d'Asti presso l'azienda Mura Mura il 5 novembre, e sono solo le ultime, segno della sensibilità che il mondo del vino sta dimostrando per questo argomento

Molto bene, ovviamente, anche perché questo può e forse deve essere il ruolo di un settore che, come ricordavo, non è determinante in termini di peso produttivo, ma può esserlo come riferimento ed esempio. Una sorta di autorevolezza etica, insomma, che mi pare sia sempre più evidente. Ci saranno come sempre distinguo e diversi punti di vista su come affrontare il problema, però se ne parla e soprattutto si fanno le cose, che è decisamente più importante. Non sarà la soluzione di tutto, ma il fatto che la viticoltura biologica sia in netta crescita, così come la limitazione di interventi invasivi in campo, non sono soltanto chiacchiere. 





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