Il Bonilli Day

di Daniele Cernilli 18/07/22
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Stefano Bonilli day

Con questa mia modesta proposta mi rivolgo a tutti coloro che hanno lavorato con Stefano Bonilli, che a lui devono la loro formazione professionale o che semplicemente hanno fatto con lui una parte del proprio cammino lavorativo. E se istituissimo una giornata di dibattiti, studi, assaggi dedicata alla sua figura?

Ogni anno, dal 2014, da quel triste 3 agosto, ricordo con un pezzo Stefano Bonilli che mancò improvvisamente quella sera. Lo ricordo perché siamo stati amici, abbiamo lavorato insieme per 22 anni, lui fondando e io dando un contributo a quello che fu il nostro Gambero Rosso. Anche perché poi in seguito abbiamo litigato, non ci siamo parlati per quasi sei anni e poi ci siamo riconciliati appena due mesi prima che lui ci lasciasse. Per mia fortuna, aggiungo, altrimenti avrei avuto un sacco di rimpianti in più, evidentemente. 

Bonilli è stato soprattutto un giornalista, poi un visionario e ha letteralmente formato un sacco di collaboratori in quegli anni, dalla fine del 1986 e fino al settembre del 2008, quando venne licenziato dalla nuova proprietà del Gambero in modo che in seguito venne dichiarato illegittimo in sede di giudizio. Tanti di loro oggi hanno dei ruoli di notevole livello nel mondo del giornalismo e dell’editoria enogastronomica, e mi riferisco soprattutto a Marco Bolasco e a Federico De Cesare Viola fra coloro che non fanno più parte, e da anni, della compagine dell’attuale Gambero Rosso. In più ci sono i suoi vecchi amici, come Maurizio Cortese, e i collaboratori storici che oggi fanno altro nella vita, come Annalisa e Cristina Barbagli, come Raffaella Prandi, come Fabio Parasecoli, tutte colonne di quella fantastica redazione piena di talenti e di sogni. 

Per non parlare di Carlo Petrini e del gruppo storico che fu Arcigola e poi Slow Food

È proprio a tutti loro che lancio una modesta proposta. E se pensassimo a un giorno per ricordarlo, visto che lo fanno sempre meno persone? Se provassimo a inventare ogni anno una giornata di dibattiti, studi, assaggi per raccontare a chi non lo avesse conosciuto chi era e cosa ha fatto? È solo un’idea, non voglio esserne il solo sostenitore, ma credo che tutti noi glielo dobbiamo. Di Bonilli non si parla quasi più, eppure è stato colui che ha davvero reinventato il giornalismo enogastronomico in Italia. Ha creato una delle primissime redazioni dedicate a questo e ha cambiato il linguaggio di quel mondo, sdoganandolo. 

Aspetto risposte, spero che arrivino anche se non ne sono certissimo, però almeno ci provo. E voi che ci leggete cosa ne pensate?





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