Il Bignami del vino

di Daniele Cernilli 11/11/19
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Cristiana Lauro il metodo EasyWine

Con parole semplici ma non inadeguate Cristiana Lauro prova a fare semplice divulgazione del vino con il suo libro Il metodo EasyWine.

Per i tipi di Pendragon, come si diceva un tempo, è uscito un libretto prezioso dal titolo Il metodo EasyWine, scritto dalla mia amica storica Cristiana Lauro. Ho avuto anch’io una piccola parte in commedia, perché ho scritto la prefazione e un paio di capitoletti “istituzionali” di denominazioni, vitigni e consigli sugli abbinamenti, ma sono stati solo dei “contorni” al piatto forte che è stato invece frutto dell’ingegno di Cristiana.

Cos’ha di prezioso questo libro? Fondamentalmente il fatto che si pone in modo serio e giocoso, quasi “pop”, il problema della divulgazione dell’argomento vino. Negli ultimi anni c’è stata una sempre maggiore distanza fra il pubblico dei sapienti e dei competenti e la gente comune, che in molti casi si spaventava nel dovere affrontare una materia che da piacevole e alla portata di tutti era divenuta sempre più tecnica e respingente. Uso di parole di difficile comprensione, talvolta persino gergali, frutto di fughe in avanti comunicative che non prevedevano il fatto di doversi far capire da chi volesse solo avvicinarsi al mondo del vino con semplicità, aspettandosi informazioni e non indottrinamenti. 

Forse proprio il fatto che Cristiana è partita da lì più di vent’anni fa, come una semplice appassionata, ha determinato in lei l’esigenza di provare a rimettere le cose al loro posto. Spiegando con parole semplici ma non tecnicamente inadeguate, provando a informare e a divulgare, facendo un’operazione didattica e divertente allo stesso tempo. E il tutto in poco più di cento pagine, che si leggono tutte d’un fiato, in un solo pomeriggio di relax e con una certa facilità. 

Ovviamente ci sarà chi storcerà il naso, chi si rifugerà in un’eburnea torre e criticherà alcune semplificazioni, peraltro fatte sempre in modo adeguato e intelligente. Ci saranno insomma i “chierici” del vino con il loro “latinorum” enologico a difendere la casta dei competenti che non vuole essere messa in discussione. Lo definiranno con tono sprezzante il “Bignami del vino”, dimenticandosi di quanto milioni di studenti debbano al professor Ernesto Bignami e ai suoi preziosi e sintetici libri che preparavano agli esami liceali. Però il giornalismo migliore, anche quello specializzato in materie specifiche, non ha come sua missione quella di informare il pubblico e quindi di farsi capire? Però negli ultimi anni non abbiamo assistito a grandi successi di programmi televisivi condotti da bravissimi divulgatori, gli Angela, Mario Tozzi, Morgan Freeman, Valerio Rossi Albertini, e prima di loro Folco Quilici e David Attemborough? Perciò non possiamo non chiederci perché quando si parla di fisica, di storia o di biochimica sia possibile farsi capire, mentre il vino deve rimanere preda di una gergalità che allontana chi non la conosce. 

Il libro di Cristiana non risolverà questo problema da solo, però è un inizio, un modo per cambiare rotta e per provare a dare informazioni semplici e comprensibili a un pubblico ignaro ma curioso. E non è poco.





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