Green enology

di Daniele Cernilli 24/02/20
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Green enology

Produrre vino in modo sostenibile, in tutti i sensi, non è più rimandabile.

Esiste la Green Economy, si parla in Europa e non solo di Green New Deal, credo che nel nostro settore si debba iniziare a discutere sul significato di Green Enology. Dove la parola “enologia” non si deve limitare al suo significato classico, quello della scienza enologica pura e semplice, ma vada allargato a tutte le fasi della vitivinicoltura. Quindi enologia, certo, ma anche viticoltura, ricerche sulla genetica applicata, ecosostenibilità, e poi, ovviamente, pratiche enologiche il meno invasive possibile.

È insomma necessario innanzi tutto avere chiaro l’obiettivo, che è quello di produrre vino in modo sostenibile, cosa non più rimandabile. E se è ovvio che questo non salverà il Pianeta dal riscaldamento globale, dev’essere altrettanto chiaro che ognuno di noi, e quindi anche chi fa vino, dovrà contribuire per come può a far sì che questo enorme problema possa essere quanto meno affrontato in modo serio.

Ma cosa significa Green Enology? Proprio tutto quanto provavo a dire prima. Impostare qualunque momento della vitivinicoltura in senso ecosostenibile. Qualcosa che comprende tutto, dalle intenzioni di chi adotta pratiche legate alla biodinamica fino a chi fa ricerche per ottenere vitigni resistenti, che sono probabilmente i due estremi della faccenda. Sorprendentemente legati però da un’intenzione, quella di non violentare la terra con pratiche invasive, con eccessi di trattamenti in vigna e con pratiche di cantina “interventiste” al di là di quanto peraltro sarebbe necessario. Un “fil rouge” che non prevede anatemi o ideologie, ma solo l’intenzione di prendere con convinzione la strada dell’eco sostenibilità.

Il termine, che è molto suggestivo, è stato coniato da Luann Preston-Wisley professoressa alla Cornell University e autrice di un libro dal titolo Toward a Sustainable Wine IndustryGreen Enology in Practice uscito nel 2015 ed edito da Apple Academic Press. Un volume tecnico ma molto interessante, che non sarebbe male leggere da parte di chi opera nel nostro settore e anche da parte di chi da appassionato volesse approfondire una tematica così attuale e ineludibile.





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