DoctorWine e NaturaSì alla scoperta dei vini bio

di Daniele Cernilli 13/12/21
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naturasi messina

La collaborazione con la catena NaturaSì ci ha portato ad approfondire il mondo dei vini biologici e biodinamici, con numerosi assaggi e una conseguente selezione che sfocerà nella pubblicazione di un libro-guida con un’idea interpretativa piuttosto originale, frutto di confronto e di discussioni.

Quando Fausto Jori, amministatore delegato di NaturaSì che vanta ben quattrocento punti vendita in Italia, e Casto Jannotta, manager dello stesso gruppo, mi hanno chiamato al telefono sono rimasto davvero sorpreso. “Ci piacerebbe fare un punto sull’offerta di vini che abbiamo nei nostri negozi, ci sei venuto in mente tu per darci una mano. Poi vediamo se riusciamo anche a fare una pubblicazione a doppia firma sul tema dei vini biologici e biodinamici”. 

Il senso era quello di confrontarci, di assaggiare e valutare insieme i vini che loro propongono e di analizzare anche i prodotti di altre aziende con delle “regole d’ingaggio” che fossero assonanti con quelle che sono alla base della filosofia di NaturaSì. Una sfida molto interessante, perciò, che è iniziata quasi subito e che allo stato attuale ci vede lavorare da alcuni mesi insieme. 

Per DoctorWine ho coinvolto, oltre che il sottoscritto, anche Sissi Baratella e Flavia Rendina, per NaturaSì oltre a Casto Iannotta ci sono Mattia Da Ros e Michele Bonato. Per il momento abbiamo assaggiato e valutato insieme oltre seicento campioni e il lavoro sta andando avanti con grande impegno ed è prevista l’uscita di un libro che ha come titolo provvisorio Alla scoperta dei vini biologici e biodinamici. Sarà una “guida non guida” perché non daremo giudizi numerici, ma solo indicazioni sulle aziende e sui vini che ci hanno convinto. 

Molti produttori ci hanno inviato campioni e ormai siamo all’inizio del lavoro di scrittura. In aprile 2022 sarà tutto pronto. Le cose che stanno venendo fuori sono parecchie. Innanzi tutto che il mondo dei vini bio sta avendo un’evoluzione tecnica davvero impressionante. Pochissimi i vini “difettosi”, molti quelli che riescono a coniugare la sostenibilità ambientale, la produzione che cerca di andare oltre alla monocultura viticola, con il valore organolettico dei vini proposti. 

Molte scoperte, molti vini davvero interessanti, e una visione delle cose che tra noi è andata via via armonizzandosi, con ognuno dei due gruppi che ha tenuto conto dei punti di vista dell’altro, in un confronto cordiale e collaborativo che sarebbe stato difficile da prevedere. 

Alla fine stiamo selezionando un paio di centinaia di cantine con al massimo tre vini ciascuna e il tutto andrà a costituire la selezione che sarà poi pubblicata. Sono certo che sarà un bel libro, molto innovativo, senza la pretesa di esaurire un tema molto articolato, ma con un’idea interpretativa piuttosto originale, frutto di confronto e di discussioni. E già questo secondo me è un ottimo segnale.





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