Con molta cura: Severino Cesari

di Daniele Cernilli 11/12/17
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Con molta cura: Severino Cesari

Ricordo di un grande intellettuale, uomo dalla cultura sconfinata e un vero amico: Severino Cesari, di cui in questi giorni esce il libro “Con molta cura”.

Per una volta non vi parlo di vini o di cuochi, ma di un amico che non c’è più. Si chiamava Severino Cesari, l’ho conosciuto agli esordi del Gambero Rosso, nel 1986, quando, coinvolto nell’avventura da Stefano Bonilli, iniziai a frequentare la redazione del Manifesto in via Tomacelli a Roma. A quell’epoca incontrai Severino, che era uno dei responsabili della pagina culturale di quel quotidiano, amico e allievo di Rossana Rossanda, allora giovane uomo dalla cultura sconfinata e “leggera”.

Stefano lo coinvolse nel Gambero Rosso nascente, lui scrisse dei deliziosi racconti “reportage” su cene che coinvolgevano noi e alcuni personaggi della cultura italiana dell’epoca, da Natalia Ginzburg a Giulio Einaudi, da Renato Nicolini a Elvira Sellerio, da Vittorio Foa a Enrico Ghezzi. Pezzi di deliziosa eleganza.

Più recentemente mi ha fatto da tutor nella realizzazione dei due libri che mi ha permesso di scrivere per la collana Einaudi Stile Libero, che aveva creato con Paolo Repetti, e che sono stati “Memorie di un assaggiatore di vini” e “I racconti (e i consigli) di Doctor Wine”. Se vi sono piaciuti è stato anche per merito suo, che mi ha corretto lo stile e ha contribuito in modo decisivo alla loro nascita. Un amico vero, insomma, e una persona straordinaria.

Gli ultimi anni della sua vita sono stati un vero calvario. Prima un’insufficienza renale con conseguente trapianto, poi un cancro che lo ha lentamente e inesorabilmente spento. Dal 2015, però, ha iniziato a raccontare questo percorso sulla sua pagina Facebook, coinvolgendo migliaia di lettori, alcuni perfetti sconosciuti, che lo hanno accompagnato e incoraggiato in mille modi. Lo ha fatto con la leggerezza e l’ironia che lo hanno sempre caratterizzato, oltre che con un coraggio straordinario, e senza mai un accenno di autocommiserazione.

Tutto questo è diventato un libro che esce in questi giorni per i tipi della Rizzoli e che s’intitola “Con molta cura”. Un’opera di alta letteratura, una testimonianza struggente, che in ogni riga mi ricorda la sua voce e il suo modo garbato di ridere. Aveva solo 66 anni Severino, speravo che potesse farcela a vincere il suo male. Non è stato purtroppo così. Ha avuto però il tempo di raccontarcelo e noi quello di leggere e di ricordare.





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