Brava Jancis

di Daniele Cernilli 14/10/13
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Brava Jancis

Ho criticato aspramente Jancis Robinson per il suo intervento a Vino Vip di Cortina, come qualcuno ricorderà. Stavolta invece devo dire che sono d'accordo con un passaggio di un suo articolo uscito sul Financial Times di recente. Parlando di vini a base cabernet sauvignon la Robinson ha affermato che non sono solo un patrimonio bordolese, ma che alcuni ottimi esempi si producono anche in Italia, come il Sassicaia ed il San Leonardo. Non è una cosa nuovissima, già Burton Anderson aveva sostenuto anni fa una cosa del genere, facendo notare come le caratteristiche di alcuni Cabernet italiani corrispondevano a quelle attribuite alle grandi annate dei migliori vini di Bordeaux in termini di corpo e di finezza tannica. Ora arriva la conferma da parte di Mrs Robinson alla quale mi accodo di buon grado.

Forse avrei aggiunto ai due veri fuoriclasse anche altri vini. Il Darmagi di Gaja, ad esempio, austero e spesso sottovalutato in mezzo alle tante altre etichette di valore prodotte da Angelo. Il Solaia, l'Ornellaia, il D'Alceo, il Grattamacco e il Pareto in Toscana. Il Montevetrano e il Cabernet di Tasca d'Almerita nel Sud. Il Lafoa ed il Cor Romigberg in Alto Adige. Tutti in grado di sostenere un confronto con parecchi fra i Grand Cru Classé di Haut-Medoc e con tutti gli altri Cabernet del mondo, californiani in testa. Ma accontentiamoci anche così. La Robinson non è mai troppo tenera con la vitienologia di casa nostra, se una volta tanto ci fa un complimento teniamocelo stretto, incassiamo e ringraziamo.





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